Quanto costa un funerale?

Quanto costa un funerale?

Non è un caso isolato quello del feto sepolto con il nome della madre, denunciato da una giovane donna di Roma martedì scorso. Una vicenda drammatica che ha coinvolto, come lei, tante altre donne. Come ricostruito dalla stampa, la ragazza aveva perso il bambino a seguito di un aborto terapeutico a metà febbraio. Dopo sette mesi ha ritrovato il bimbo sepolto in un’area ad hoc del cimitero Flaminio, sotto una targa che indica il giorno dell’interruzione della gravidanza e nome e cognome della mamma. Informazioni la cui pubblicazione non era mai stata autorizzata dalla donna.

A seguito della denuncia della ragazza, altri casi sono usciti allo scoperto. “Il campo in questione del cimitero Flaminio di Roma è pieno di croci con nomi e cognomi femminili”, riporta così il Corriere della Sera la dichiarazione della ragazza.

Le proteste: una violazione della sfera intima e della sua volontà

Alle proteste si sono unite in questi giorni anche le realtà sociali che da anni si battono per i diritti delle donne.

“Esprimiamo la nostra solidarietà e la nostra vicinanza a Marta per una grave violazione della sua sfera intima e della sua volontà. Nei giorni scorsi ha denunciato pubblicamente su fb, che dopo un aborto terapeutico, le era stato chiesto se voleva procedere con la sepoltura del feto. Si tratta di una procedura prevista se la donna lo consente – aveva dichiarato su Facebook D.i.Re Donne in Rete contro la violenza, Associazione nazionale dei Centri antiviolenza.

“Marta non aveva acconsentito ma dopo mesi, ha scoperto che al Cimitero Flaminio di Roma, c’è una croce su cui è scritto il suo nome e il suo cognome e che il feto è stato seppellito per ‘atto di beneficenza’, nonostante il suo rifiuto – scrive D.i.Re – In Italia vi sono diversi luoghi che accolgono sepolture di feti. Ci chiediamo se ci siano altre donne che come Marta, avranno il loro nome e cognome su una croce senza saperlo, in palese violazione della loro privacy e del loro diritto di scegliere come elaborare l’esperienza dell’aborto. Ci auguriamo che siano individuati i responsabili e che a nessuno sia più permesso di bypassare la volontà delle donne”.

Garante Privacy apre un’istruttoria

Sulla vicenda è intervenuto il Garante Privacy, che ha deciso di aprire un’istruttoria su quanto accaduto.

“In relazione alla dolorosissima vicenda del feto sepolto con il nome della mamma – ha scritto in una nota – il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di aprire un’istruttoria per fare luce su quanto accaduto e sulla conformità dei comportamenti, adottati dai soggetti pubblici coinvolti, con la disciplina in materia di privacy“.

 

 

L’interrogazione al premier Conte

Inoltre mercoledì è stata presentata un’interrogazione al premier Conte dalla deputata LeU Rossella Muroni e la consigliera del Lazio Marta Bonafoni, Capogruppo Lista Civica Zingaretti. Come si apprende dal Corriere della Sera, queste le dichiarazioni di Muroni e Bonafoni:

“Crediamo non sia sostenibile alcuna violazione o strumentalizzazione sui corpi e la libertà di scelta delle donne: è necessario, alla luce del drammatico racconto della nostra concittadina Marta, procedere ad un nuovo e rinnovato regolamento che sia attuale con i nostri tempi e che eviti disorientamento in scelte che non sono mai facili. Per sollecitare iniziative normative che garantiscano sempre la tutela dei diritti delle donne, la verifica delle procedure seguite nel caso romano e il pieno rispetto della legge 194 abbiamo presentato una interrogazione alla Regione Lazio e una interrogazione al Presidente del Consiglio Conte”.

Federconsumatori: non solo una questione di privacy, ma di dignità

“Ricondurre ad una semplice violazione della privacy quanto accaduto al cimitero Flaminio di Roma appare del tutto riduttivo e banalizzante – ha dichiarato Federconsumatori. – Centinaia di feti di donne che hanno abortito sono stati seppelliti con delle croci bianche, sulle quali è indicato il nome delle madri che hanno interrotto la gravidanza”.

“La sepoltura – spiega l’associazione – è una possibilità regolata dal D.P.R. n.285/1990, che stabilisce come “A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane” e comunque specifica che “[…] i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall’espulsione o dall’estrazione del feto, domanda di seppellimento all’Unità Sanitaria Locale”.

“Una scelta su base del tutto volontaria, quindi – prosegue Federconsumatori – che in questo caso è stata assunta arbitrariamente da qualcuno che non ne aveva diritto, in spregio alla privacy, alla sensibilità e alla dignità delle donne coinvolte”.

“L’ospedale San Camillo, dove è stata effettuata l’interruzione di gravidanza della donna che ha denunciato il fatto, ha dato la colpa di un’eventuale violazione della privacy all’Ama, la municipalizzata che a Roma si occupa dei cimiteri – prosegue – L’Ama, rigettando ogni addebito, spiega che tutto avviene su input degli ospedali e delle Asl. Per giustificare, invece, il nome affisso sulla croce sostiene che “l’epigrafe in assenza di un nome assegnato, deve riportare alcune indicazioni basilari per individuare la sepoltura da parte di chi la cerca“.

“Troviamo intollerabile la violazione di un fatto così intimo e riservato come l’aborto”, afferma ancora Federconsumatori.

Invitiamo le donne coinvolte a sporgere denuncia, per far sì che questa pratica illegittima, macabra e irrispettosa, non si ripeta in futuro”.

 

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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