Frodi telematiche con SMS Spoofing, Confconsumatori: rimborsati oltre 12 mila euro a Roma

Frodi telematiche con SMS Spoofing, Confconsumatori: rimborsati oltre 12 mila euro a Roma (foto Pixabay)

Aumentano le frodi telematiche, e sono sempre più sofisticate. Confconsumatori, intanto, continua a ottenere importanti vittorie di fronte all’Arbitro Bancario Finanziario, l’ultima, da oltre 12 mila euro, a Roma.

Ma come avvengono le truffe? La fattispecie è più o meno sempre la stessa – spiega l’associazione – prima arriva l’sms dall’Istituto di Credito (apparentemente dal canale ufficiale della banca), che allarma il consumatore con una minaccia: l’imminente blocco della carta, un accesso anomalo all’home banking e così via. Dopo pochi minuti, ecco la telefonata dal finto operatore dell’Istituto che, sfruttando la vulnerabilità del cittadino confuso e preoccupato, porta a segno la truffa ottenendo informazioni per accedere al conto o inducendo il consumatore ad autorizzare operazioni online.

Si chiamano SMS Spoofing e Vishing, frodi ben congegnate, sempre più frequenti e che si scontrano, spesso, con il rifiuto, da parte dell’Istituto di Credito, a rimborsare il cliente danneggiato.

Frodi telematiche, la vicenda del cittadino romano

Per quanto riguarda, nello specifico, il caso del cittadino di Roma, quest’ultimo aveva ricevuto – nel febbraio 2022 – un sms da un numero riconducibile all’Istituto di Credito presso il quale aveva il proprio conto corrente – spiega Confconsumatori. – Il messaggio invitava ad inserire con urgenza alcuni dati per evitare il blocco della carta associata al conto. Poco dopo era arrivata la telefonata del presunto addetto dell’Istituto, il quale si offriva di guidare il cliente nelle operazioni di sblocco, dimostrando anche di conoscere la sua password.

Al termine, un’altra telefonata, questa volta del centro antifrode, avvisava il romano di movimenti sospetti: sul conto, infatti, erano comparse varie operazioni – mai richieste – di pagamenti e prelievi per complessivi 12.248 euro. L’Istituto di Credito aveva rifiutato ogni richiesta di rimborso, ma – assistito da Confconsumatori Roma – il malcapitato si è rivolto all’Arbitro Bancario Finanziario e ha ottenuto la restituzione dell’intera somma sottratta.

 “L’Arbitro – ha commentato l’avvocato Barbara d’Agostino, Presidente di Confconsumatori Lazio – ha statuito in pieno rispetto della normativa vigente che tutti i servizi di pagamento offerti elettronicamente devono essere prestati in maniera sicura, adottando tecnologie in grado di garantire l’autenticazione certa dell’utente e riducendo al massimo il rischio di frode. In questo caso, l’Istituto non ha prodotto una completa documentazione relativa alla registrazione, contabilizzazione e autenticazione delle operazioni disconosciute, non assolvendo in questo modo il proprio onere probatorio di autenticazione ed esecuzione, per tale motivo è stato condannato al rimborso delle somme illegittimamente sottratte dal conto corrente”.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy


Parliamone ;-)