Giornata contro la pedofilia, l'adescamento si riconferma come un fenomeno preoccupante

Giornata contro la pedofilia, l'adescamento si riconferma come un fenomeno preoccupante (foto Pixabay)

Giornata contro la pedofilia, l’adescamento si riconferma come un fenomeno preoccupante

Secondo il Dossier della Polizia Postale cresce il numero dei soggetti adulti arrestati per reati di pedopornografia, adescamento online e abuso sessuale di minori. Garlatti: “servono misure e iniziative efficaci per prevenire e contrastare la pedofilia e la pedopornografia”

“Giornate come quella di oggi richiamano tutti a una comune responsabilità: quella di individuare misure e iniziative efficaci per prevenire e contrastare la pedofilia e la pedopornografia. Si tratta di crimini odiosi e complessi che calpestano, più di altri, i diritti di bambini e adolescenti e che producono conseguenze drammatiche, non solo nell’immediato ma anche nel futuro con effetti sulla salute mentale delle vittime”: a dichiararlo è Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, in occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e la Pedopornografia, che ricorre oggi.

“La violenza, purtroppo, avviene in diversi ambienti: tra le mura domestiche, a scuola e nei luoghi in cui i ragazzi si riuniscono o svolgono attività”, prosegue Garlatti. Ma non è sempre facile riconoscere i segnali di un possibile abuso: “per questo – sottolinea – serve formazione e sensibilizzazione. Allo stesso modo occorre verificare affinché chi sta a diretto contatto con i bambini e ragazzi non abbia precedenti per violenza sessuale nei confronti dei minorenni”. A questi luoghi si aggiunge anche l’ambiente digitale.

Pedofilia e pedopornografia, il dossier della Polizia Postale

Cresce il numero dei soggetti adulti arrestati per reati di pedopornografia, adescamento online e abuso sessuale di minori: è quanto emerge dal Dossier “Dentro i numeri: la lotta alla pedofilia online” della Polizia Postale. Si tratta di soggetti ad alto livello di pericolosità- spiega la Polizia Postale – poiché colti in flagranza di reato, perché detentori di grandi quantità di materiale pedopornografico o in quanto abusanti di bambini e ragazzi nelle loro disponibilità.

Sono spesso uomini, con un’età inferiore ai 50 anni, che in maniera sistematica, sfruttano le caratteristiche tecniche dei diversi servizi di rete per assicurarsi il miraggio dell’anonimato e dell’impunità. L’adescamento si riconferma, quindi, come un fenomeno preoccupante, che investe fasce di età sempre più precoci nei luoghi della massima sicurezza percepita, come le chat con i compagni di scuola e le piattaforme di gaming. Un fenomeno che colpisce le vittime più fragili e fiduciose verso gli altri, anche quando sconosciuti, coloro che hanno il rapporto più spontaneo e naturale con le nuove tecnologie.

Basti pensare che nei primi tre mesi del 2023, sono già 56 i minori di età inferiore ai 13 anni adescati in rete, mentre sono 34 le vittime adolescenti (14-16 anni). Poco più che bambini, vengono agganciati da adulti pedofili su social network, su app di videogiochi, sulla messaggistica istantanea per parlare di sesso, per proporre scambi di immagini intime, per avvicinare, fino ad un incontro, le piccole vittime.

2622 è, invece, il numero dei siti oscurati e resi irrangiungibili agli internauti italiani. 1466 sono le persone denunciate per aver scaricato, condiviso e scambiato foto e video di abuso sessuale di minori nel 2022, 299 i soggetti denunciati già dopo i primi tre mesi del 2023.

La Polizia Postale richiama, inoltre, l’attenzione su un altro fenomeno diffuso, chiamato sextortion (132 casi): “tutto inizia con qualche scambio di battute con profili social di coetanei – spiega la Polizia Postale -, si passa poi alla messaggistica, si avviano video chat e le immagini si fanno più spinte e riservate. Nei giorni seguenti, il martellamento online include la richiesta di somme di denaro anche esigue (30,50,100 euro), ultimatum e scadenze alle quali le vittime devono attenersi se non vogliono che il materiale sessuale venga diffuso online. Le vittime si sentono in trappola, tra la vergogna e il terrore della diffusione delle immagini intime”.

“La vera sfida è la prevenzione, da realizzare innanzitutto sul piano culturale ed educativo – ha dichiarato Carla Garlatti. – Come Autorità garante abbiamo avviato in questi anni iniziative di formazione e di sensibilizzazione con le forze di polizia e i tecnici sportivi e siamo aperti a promuoverne di analoghe con altre categorie di professionisti e operatori. Allo stesso tempo voglio richiamare l’attenzione sull’importanza dei dati, essenziali per valutare l’efficacia degli interventi messi in atto”.

“Come Autorità garante – ha concluso – abbiamo promosso una ricerca sul maltrattamento all’infanzia, della quale a breve partirà una nuova edizione, e contribuiamo ai lavori dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, nel cui ambito sarà di enorme importanza l’implementazione della banca dati”.


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