Il costo dei figli: tra rinunce e spese crescenti assorbono un terzo della spesa mensile familiare (Foto di Lee Murry da Pixabay)

Cinque italiani su dieci convivono con i propri figli e, tra questi, quasi la metà sono maggiorenni completamente a carico dei genitori. Questo è uno dei principali dati che emergono dal Report FragilItalia Il costo dei figli”, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos. La ricerca, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana, mette in luce l’importante impatto economico che i figli hanno sulle famiglie italiane.

Giovani adulti a casa con i genitori: non per scelta ma per impossibilità economica

Secondo i dati, i figli assorbono mediamente un terzo della spesa mensile familiare, con voci principali che includono abbigliamento e calzature, libri scolastici, attività sportive e pasti fuori casa. Per un terzo delle famiglie, la spesa per i figli rappresenta una porzione ancora più significativa del bilancio familiare, oscillando tra il 40% e il 70%.

Questa pressione economica porta molti genitori a fare sacrifici: 6 genitori su 10 rinunciano ad acquisti personali, a mangiare al ristorante e a ridurre le vacanze. Inoltre, 3 su 10 devono imporre rinunce anche ai figli, limitando le spese per abbigliamento, nuovi smartphone e le uscite con gli amici.

La ricerca rivela che il 48% degli italiani intervistati ha figli conviventi, e tra questi, il 19% ha figli tra i 19 e i 25 anni, mentre il 23% ha figli oltre i 25 anni. Tra i figli maggiorenni, il 47% è totalmente a carico dei genitori, il 29% lavora contribuendo alle spese familiari, e il 24% lavora e vive ancora in famiglia senza gravare sul bilancio familiare. Questo dato sottolinea la difficoltà per i giovani di potersi permettere un’abitazione autonoma a causa degli elevati costi di locazione o acquisto.

Tra rinunce e spese

“In questo paese il tema famiglia è molto sensibile,” afferma Simone Gamberini, presidente di Legacoop. “Spesso si affronta dal punto di vista etico e morale, dei legittimi diritti, oppure suggerendo o persino prescrivendo come dovrebbero essere le famiglie. Abbiamo deciso di osservarle da un punto di vista che potrebbe sembrare un po’ disincantato, ma in realtà evidenzia il ruolo della famiglia come struttura cruciale della nostra società, quello del suo costo.”

Le spese destinate ai figli possono variare significativamente: il 51% delle famiglie destina ai figli tra il 21% e il 40% della spesa totale; il 32% tra il 40% e il 70%; e il 17% tra il 10% e il 20%. Le voci di spesa principali includono ovviamente l’abbigliamento (63%), testi e libri scolastici (51%), scarpe, borse e accessori e attività sportive (48%), e pasti fuori casa (46%). Altre spese rilevanti comprendono il materiale scolastico, le spese mediche, lo svago e la mobilità (tutte al 45%), oltre alle rette scolastiche e universitarie (41%).

Soluzioni per il futuro

Le rinunce sono frequenti tra i genitori, soprattutto quelli under 30, i residenti nelle isole e le famiglie del ceto popolare. Il 66% dei genitori ha rinunciato ad acquistare qualcosa per sé stessi, il 60% ha rinunciato ad andare al ristorante e il 58% all’acquisto di un’auto nuova. Anche i figli subiscono le conseguenze economiche: il 37% ha dovuto rinunciare a spese per abbigliamento e scarpe o investimenti di natura elettronica, il 30% alle uscite con gli amici, il 25% a un viaggio studio all’estero, e il 23% all’iscrizione al corso di studi desiderato.

Il report di FragilItalia evidenzia come il costo dei figli abbia un forte e complesso impatto sulle famiglie italiane, richiedendo politiche familiari mirate per affrontare le difficoltà economiche e migliorare la qualità della vita delle famiglie. È molto triste, allo stato attuale delle cose, dover pensare che l’unica soluzione possa essere la rinuncia. “Se vogliamo trovare soluzioni a molti dei problemi di questo paese, dobbiamo affrontare anche questo argomento in modo meno astratto,” conclude Gamberini, sottolineando l’importanza di politiche per le famiglie che consentano alle persone di essere più libere e felici.


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