Nel 2015 l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo di tutti i paesi donatori è stato di USD 132 miliardi, pari allo 0,30 del PIL. L’Italia ha destinato all’APS USD 3,8 miliardi, lo 0,21% del PIL. Le politiche italiane di cooperazione internazionale si strutturano sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile previsti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, ma è ancora lontano l’obiettivo di destinare alla Cooperazione lo 0,7% del Pil.  I Target dell’Obiettivo 17 includono numerosi impegni significativi sottoscritti dall’Italia.

Alcuni di questi appaiono particolarmente rilevanti:

  • Target 17.2 – “I Paesi sviluppati adempiano pienamente ai loro obblighi di aiuto pubblico allo sviluppo, tra cui l’impegno da parte di molti Paesi sviluppati di raggiungere l’obiettivo dello 0,7 per cento di Aps/Pil (Aiuti per lo sviluppo) per i Paesi in via di sviluppo e da 0,15 a 0,20 per cento di APS/PIL per i Paesi meno sviluppati; i donatori di Aps sono incoraggiati a prendere in considerazione la fissazione dell’obiettivo di fornire almeno 0,20 per cento di Aps/Pil per i Paesi meno sviluppati”.
  • Target 17.14 – “Migliorare la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile”.
  • Target 17.10 – “Promuovere un sistema commerciale multilaterale universale, basato su regole, aperto, non discriminatorio ed equo nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio, anche attraverso la conclusione dei negoziati dell’agenda di Doha per lo sviluppo”.
  • Target 17.17 – “Incoraggiare e promuovere efficaci partenariati tra soggetti pubblici, pubblico-privati e nella società civile, basandosi sull’esperienza e sulle strategie di accumulazione di risorse dei partenariati”.

In termini di Assistenza pubblica allo sviluppo (Aps), tra il 2015 e il 2016 si è registrato un leggero aumento, dallo 0,22% allo 0,26%, della quota rispetto al Reddito nazionale lordo. Tuttavia, l’impegno al raggiungimento dello 0,7% entro il 2030, ribadito nel Documento del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci) ma non nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, è ancora lontano.

Per la dimensione internazionale è importante evidenziare anche la necessità di implementare in tutti i Paesi i diritti legati alla dignità della vita umana, che costituisce uno degli obiettivi e principi di riferimento della Cooperazione italiana ai sensi della Legge 125/2006. Tra questi, si segnala che nell’aprile del 2016 è stato raggiunto un traguardo significativo per il diritto umano all’acqua: l’approvazione da parte della Camera dei Deputati del Ddl n. 2343 “Principi per il governo e la gestione pubblica dell’acqua”, il quale prevede (oltre all’accesso gratuito ad almeno 50 lt/g/persona per tutti i cittadini) strumenti di solidarietà internazionale attraverso l’attivazione di un Fondo per realizzare progetti volti a migliorare l’accesso all’acqua potabile nei Paesi più poveri. Il provvedimento legislativo è attualmente all’esame nella Commissione Ambiente del Senato e potrebbe essere approvato prima della fine della legislatura.

Per rafforzare i mezzi di attuazione e il partenariato mondiale per il raggiungimento degli SDGs, nel Rapporto ASviS 2017 si propone, tra l’altro, di: stabilire meglio le azioni da svolgere per rafforzare gli Obiettivi più direttamente connessi con le finalità della Cooperazione individuate dalla Legge 125/2014 e definire azioni di intervento specifiche per alcuni Obiettivi centrali dell’Agenda 2030 (come l’accesso all’acqua, la riduzione della povertà alimentare, lo sviluppo dei sistemi sanitari e il sostegno all’empowerment della componente femminile); rafforzare i partenariati pubblici-pubblici e impostare il partenariato pubblico-privato in maniera coordinata e coerente con un approccio allo sviluppo locale che delinei i ruoli e le responsabilità dei partner, nonché la distribuzione dei benefici finanziari e non finanziari; procedere con l’approvazione della “Legge per la promozione e la disciplina del Commercio Equo e Solidale” e del Ddl n. 2343 “Principi per il governo e la gestione pubblica dell’acqua”; avanzare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu o al Consiglio per i diritti umani la proposta di avviare un gruppo di lavoro per l’adozione di un Protocollo internazionale vincolante per assicurare il diritto umano all’acqua sancito da una risoluzione dell’Onu mai attuata.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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