Partenariato Usa-Ue, Stop TTIP Italia sollecita dibattito pubblico in Parlamento
Sei richieste precise per aumentare la trasparenza e avviare un dibattito pubblico, col coinvolgimento attivo del Parlamento, sul Partenariato Usa-Ue in discussione. Mentre dalla presidenza della Camera è già arrivata la richiesta di misure per l’accesso dei parlamentari ai testi negoziali e la richiesta di aprire una sala di lettura alla Farnesina. Sono i primi risultati dell’incontro fra una delegazione della Campagna Stop TTIP Italia con la presidente della Camera, Laura Boldrini, che si è svolto ieri. Sul tavolo ci sono le preoccupazioni della società civile in merito al TTIP, il Partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti in via di negoziazione tra Stati Uniti e Unione europea.
“L’incontro istituzionale ha rappresentato un importante occasione per segnalare le numerose problematiche che attorniano i negoziati – informano i rappresentanti della campagna Stop TTIP Italia – La delegazione ha consegnato alla presidente Boldrini un dossier che riassume i potenziali impatti dell’accordo USA-Ue: dal rischio di abbassamento degli standard di qualità del cibo, dell’ambiente e della capacità regolatoria degli Stati membri – fortemente intaccata dal sistema di risoluzione delle controversie ISDS/ICS – fino alle ricadute disastrose per le piccole e medie imprese, l’agricoltura di qualità e i servizi pubblici”.
Sei le richieste formali avanzate. La campagna chiede infatti che il Parlamento stimoli un adeguato dibattito parlamentare e pubblico e che ospiti un dibattito fra parlamentari e società civile italiana, nonché l’apertura della sala di lettura che garantisca l’accesso ai testi negoziali per i parlamentari, in un clima di trasparenza (quella che a più riprese è stata contestata al negoziato in corso). La campagna chiede inoltre al Governo “la riattribuzione delle competenze in materia di TTIP, finora detenute dall’ex vice ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e che convochi subito presso il Ministero il tavolo formale di confronto con la società civile sui negoziati commerciali, mettendo il TTIP all’ordine del giorno”. Al tavolo dovrebbe partecipare una delegazione parlamentare e gli esiti della discussione dovranno essere portati in Parlamento. Ultima richiesta della campagna riguarda il fatto che, “vista la minaccia di un pronunciamento della Corte Europea che potrebbe escludere i Parlamenti nazionali dalla ratifica del TTIP, il Parlamento dovrebbe pretendere di conservare l’esercizio delle sue prerogative per quanto concerne materie di tale portata”.

