ChatGPT, Garante Privacy: OpenAI ha tempo fino al 30 aprile per mettersi in regola (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

ChatGPT ha tempo fino al 30 aprile per mettersi in regola con il rispetto della normativa privacy in Italia. E se la società OpenAI, che ha sviluppato e gestisce la piattaforma di intelligenza artificiale, adotterà le misure richieste, la limitazione provvisoria decisa dall’Autorità italiana verrà sospesa. È quanto informa il Garante Privacy che ha dato tempo alla società fino alla fine del mese per adottare una serie di misure concrete in tema di informativa privacy, diritti dei minori, rettifica dei dati personali.

“OpenAI avrà tempo fino al 30 aprile per adempiere alle prescrizioni imposte dal Garante per la protezione dei dati personali riguardo a informativa, diritti degli interessati, utenti e non utenti, base giuridica del trattamento dei dati personali per l’addestramento degli algoritmi con i dati degli utenti – dice una nota del Garante – Solo allora, venendo meno le ragioni di urgenza, l’Autorità sospenderà il provvedimento di limitazione provvisoria del trattamento dei dati degli utenti italiani preso nei confronti della società statunitense e ChatGPT potrà tornare accessibile dall’Italia”.

Sulla base del provvedimento dell’Autorità, entro fine aprile la società dovrà dunque adottare una serie di misure concrete indicate dal Garante.

Informativa

OpenAI “dovrà predisporre e rendere disponibile sul proprio sito un’informativa trasparente, in cui siano illustrate modalità e logica alla base del trattamento dei dati necessari al funzionamento di ChatGPT nonché i diritti attribuiti agli utenti e agli interessati non utenti”.

L’informativa dovrà essere facilmente accessibile e collocata in una posizione che ne consenta la lettura prima di procedere all’eventuale registrazione al servizio. Per chi si collega dall’Italia, dovrà essere presentata prima che la registrazione si completi. Sempre prima del completamento della registrazione agli utenti dovrà essere chiesto di dichiarare che sono maggiorenni. Per gli utenti già registrati, infine, l’informativa dovrà essere presentata al momento del primo accesso successivo alla riattivazione del servizio e, nella stessa occasione, dovrà essere loro richiesto di superare un age gate che escluda, sulla base dell’età dichiarata, gli utenti minorenni.

Base giuridica del trattamento dei dati

“Quanto alla base giuridica del trattamento dei dati personali degli utenti per l’addestramento degli algoritmi, il Garante privacy ha ordinato a OpenAI di eliminare ogni riferimento all’esecuzione di un contratto e di indicare, invece, in base al principio di accountability, il consenso o il legittimo interesse quale presupposto per utilizzare tali dati, fermo restando l’esercizio dei propri poteri di verifica e accertamento successivi a tale scelta”.

Esercizio dei diritti

Il Garante chiede poi di mettere a disposizione strumenti utili per permettere agli interessati, anche non utenti di ChatGPT, di chiedere la rettifica dei dati personali che li riguardano generati in modo inesatto dal servizio o la cancellazione dei dati nel caso la rettifica non fosse tecnicamente possibile.

OpenAI, inoltre, dovrà consentire agli interessati non utenti di esercitare, in modo semplice e accessibile, il diritto di opposizione rispetto al trattamento dei loro dati personali utilizzati per l’esercizio degli algoritmi e riconoscere analogo diritto agli utenti, qualora individui il legittimo interesse quale base giuridica del trattamento.

Tutela dei minori

Per la verifica dell’età dei minori, altro elemento contestato dal Garante, l’Autorità italiana chiede l’immediata implementazione di un sistema di richiesta dell’età ai fini della registrazione al servizio. Inoltre ha ordinato a OpenAI di sottoporle entro il 31 maggio un piano di azione che preveda, al più tardi entro il 30 settembre 2023, l’implementazione di un sistema di age verification, in grado di escludere l’accesso agli utenti infratredicenni e ai minorenni per i quali manchi il consenso dei genitori.

Campagna di informazione

Di concerto col Garante, entro il 15 maggio, OpenAI dovrà infine promuovere una campagna di informazione su radio, televisione, giornali e web per informare le persone sull’uso dei loro dati personali ai fini dell’addestramento degli algoritmi.

“L’Autorità proseguirà nell’accertamento delle violazioni della disciplina vigente eventualmente poste in essere dalla società e si riserva l’adozione di ogni ulteriore o diversa misura che si rendesse necessaria a conclusione della formale istruttoria tuttora in corso”, conclude la nota.


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