Il Movimento Difesa del Cittadino si oppone agli emendamenti già approvati dalla Camera nella seduta del 19 luglio scorso in materia di conservazione indiscriminata dei dati dei cittadini italiani e di poteri amministrativi di cancellazione di contenuti sul web.

Il primo emendamento prevede due modifiche alla disciplina sulla Data Retention per contrastare il fenomeno del terrorismo. “Si tratta una proposta devastante per la privacy dei cittadini, in grado di interferire in modo consistente sui loro diritti fondamentali di protezione dei dati personali, che può far gola solo agli amanti del tecno-controllo sociale” denuncia il Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo.

“La prima modifica”, spiega Luongo, “propone di estendere a 6 anni il periodo di conservazione dei dati di traffico telefonico, triplicandolo rispetto al limite attuale di due anni peraltro stabilito dalla normativa europea. La seconda modifica, ancora più grave per la privacy  riguarda l’equiparazione dei dati Internet a quelli telefonici, cosa che farebbe automaticamente scattare una serie di adempimenti legislativi, già in essere da tempo, molto onerosi anche per i provider che sarebbero obbligati a conservare tutti i dati di traffico generati per 6 anni”.

Inoltre nella stessa seduta è stato approvato un emendamento che conferisce all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) il potere di sostituirsi alla magistratura nel controllo delle attività in rete, in violazione esplicita delle norme comunitarie, fornendo anche a quest’ultima, come già sottolineato dalle Associazioni internazionali di tutela dei diritti civili anche gli strumenti più invasivi quali il deep packet inspection, ovvero le intercettazioni preventive delle comunicazioni degli utenti degli Internet Servicer Provider.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sottolineato come la norma sia in palese contrasto con l’ordinamento dell’Unione Europea, che ha più volte sottolineato che la conservazione dei dati di traffico non deve essere generalizzata, ma sempre proporzionata alle specifiche esigenze delle investigazioni.

“A mio parere, conclude in presidente del Movimento Difesa del Cittadino, “i cittadini vogliono sicurezza ed investimenti in grado di prevenire gli attentati e non un tecno-controllo indiscriminato su telefonate e dati di navigazione sempre più invasivo che oltretutto, come dimostrano le troppe vittime si è rivelato ad oggi perfettamente inutile. La possibilità conferita all’AGCOM di entrare nella “vita dei cittadini” con la scusa del diritto d’autore, costituisce a sua volta il preludio per un controllo generalizzato del web pernicioso per le libertà fondamentali dei cittadini”.

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