email

Privacy, no a email collettive e in chiaro sulla salute

I bambini non erano in regola con i vaccini. Garante Privacy: no a email collettiva con gli indirizzi in chiaro

No all’email con più indirizzi in chiaro con i dati di salute dei minori non in regola con l’obbligo vaccinale: è il provvedimento del Garante Privacy che ha ammonito una provincia per aver spedito una comunicazione collettiva ai genitori

Non si può spedire un’email collettiva, con gli indirizzi in chiaro, ai genitori dei bambini non in regola con le vaccinazioni. Si tratta di informazioni che riguardano la salute dei minori, quindi l’email va inviata singolarmente e in modo separato ai genitori oppure in copia nascosta. Il Garante Privacy ha così ammonito una provincia che, all’inizio dell’anno scolastico, aveva inviato a sedici famiglie i dati dei bambini non in regola con l’obbligo vaccinale. C’è stato solo un ammonimento perché l’illecito è stato isolato, dovuto a disattenzione, notificato dalla stessa provincia.

 

Copertura Vaccinale, polio al 95% in quasi tutte le regioni

 

Email in chiaro a 16 famiglie: non si può

Il provvedimento, spiega l’ultima newsletter dell’Autorità, ha dichiarato illecito l’invio da parte di un’articolazione della Provincia di Trento di una mail destinata, contemporaneamente e con gli indirizzi in chiaro, a sedici genitori di bambini non in regola con l’obbligo delle vaccinazioni. Quando stava per iniziare l’anno scolastico, l’email della Provincia aveva informato le famiglie dell’impossibilità di ammettere i minori alle scuole dell’infanzia se non in regola con l’obbligo vaccinale.

Le informazioni contenute nelle email, ha spiegato il Garante Privacy, «sono qualificabili come dati relativi alla salute dei minori. Tali dati – spiega l’Autorità – possono essere trattati solo sulla base di un idoneo presupposto giuridico, rispettando i principi di liceità, correttezza e trasparenza nonché di minimizzazione, in modo sicuro e solo se adeguati, pertinenti e limitati rispetto alle finalità per le quali sono trattati».

Cosa fare? L’email andava inviata a ogni genitore in modo separato e personalizzato oppure bisognava usare la copia conoscenza nascosta (ccn), per rendere ogni indirizzo riservato.

Il Garante ha ammonito la provincia. Non di più perché in questo caso ha tenuto conto che «l’illecito è stato un primo e isolato evento, dovuto alla disattenzione di una dipendente» e che la violazione è stata notificata dalla stessa Provincia, che dopo quanto accaduto ha informato del fatto i genitori, si è scusata, e ha adottato iniziative per sensibilizzare il personale al rispetto della disciplina dei dati personali.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)