Oltre 21 milioni di pensioni al mese (17,3 milioni per pensioni previdenziali e 3,7 milioni per prestazioni assistenziali ) ad una platea di 15,8 milioni di beneficiari, di cui 8,5 milioni sono donne e 7,3 milioni uomini. Nel corso del 2013 sono state liquidate complessivamente 1.110.817 nuove pensioni. Questa mattina il commissario straordinario dell’Inps Vittorio Conti ha presentato la Relazione 2013 dalla quale emerge anche che, nel corso dell’anno scorso, il totale delle entrate è aumentato del 3,9% rispetto al 2012. Il 2013, inoltre, si è caratterizzato per la diminuzione (-1,1%) delle pensioni previdenziali in pagamento ma la diminuzione più marcata si osserva per i trattamenti di invalidità/inabilità (-6,8%) e di vecchiaia (-1,5%).
Gli importi medi delle prestazioni differiscono sensibilmente tra le varie tipologie di trattamenti: da 1.555 euro lordi mensili per le pensioni di anzianità/anticipate a 709 euro e 633 euro mensili, rispettivamente, per le pensioni di vecchiaia e di invalidità previdenziale, mentre le prestazioni ai superstiti presentano un importo medio mensile di 584 euro.
La spesa sostenuta per le prestazioni assistenziali (comprendendo anche l’invalidità civile) è di 25,3 mld di euro con un incremento del 2,2% (+546 mln) rispetto all’anno precedente.
Per quanto riguarda le misure di sostegno, nel 2013 sono stati erogati, compresa la copertura per la contribuzione figurativa, 23,6 mld di euro, per gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione guadagni, mobilità e disoccupazione) e 10,3 mld per le prestazioni socio-assistenziali (assegni familiari, malattia, maternità) ad una platea complessiva di 4,9 milioni di beneficiari.

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2 thoughts on “Rapporto Inps: oltre 21 mln di pensioni al mese

  1. Io credo che si debbano penalizzare quelle pensioni che vanno dai 4000,00€. in su; perchè credo che che bastino per vivere ad una famiglia normale; non c’è bisogno di avere : 10appartamenti-5 auto – ville in montagna e al mare o all’estero – 10 vestiti , scarpe ,camicie, ecc. ecc…, e sopratutto rubare di meno, e gestire meglio la contabilita politica,in Italia.
    Questa è il mio pensiero , forse un pò empirico.
    saluti
    alberto cavallo

  2. Per evitare guai ulteriori al sistema previdenziale sarebbe opportuno ridimensionare gli assegni oltre i 5.000 €uro lordi abbattendo gradualmente la quota calcolata con il sistema retributivo. Per il futuro, sistema contributivo per tutti, con tetto massimo di 5.000 €uro lordi.

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