Eventi annullati e richiesta di rimborso, le richieste delle Associazioni dei Consumatori

I consumatori hanno tempo 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Rilancio per chiedere il rimborso per i servizi sospesi o cancellati a causa del Covid. Un termine “troppo stretto” secondo le Associazioni Assoutenti, Assoconsum, Adusbef, Confconsumatori, Movimento Consumatori e CTCU – Centro Tutela Consumatori e Utenti.

“Di fatto – spiegano – i consumatori hanno tempo dal 18 luglio al 18 agosto per chiedere il rimborso (o comunque soli 30 giorni se l’evento viene cancellato dopo). Inoltre, la scelta se rimborsare in denaro o per voucher la fa l’impresa, e non il consumatore“.

Le Associazioni dei Consumatori hanno chiesto, quindi, al sottosegretario allo Sviluppo economico e presidente del Consiglio Nazionale Consumatori Utenti, Alessia Morani, di farsi portavoce con il Governo di alcune proposte migliorative dell’assetto normativo che regola la richiesta di ristoro per beni e servizi già pagati e poi non goduti durante il lockdown.

Richieste di rimborso, Consumatori: un passo avanti e due indietro

“Un passo avanti e due indietro – commentano le associazioni, con particolare riguardo alle attività sportive (art.216 Decreto Rilancio) e i biglietti per attività culturali (art.88 Decreto Cura Italia).

“Il passo avanti lo si ha dalla conferma che per i servizi non prestati vi è diritto al rimborso, due passi indietro poiché la scelta tra voucher e rimborso in denaro spetta all’impresa, e poiché per far valere le proprie richieste è concesso un termine fin troppo breve, per giunta nel periodo vacanziero per eccellenza”.

 

Rimborso eventi, le richieste delle Associazioni Consumatori
Rimborso eventi, le richieste delle Associazioni Consumatori

“Effetto confusione” e disomogeneità tra i settori

Le associazioni segnalano, inoltre, un effetto confusione che complica ulteriormente le procedure di rimborso dovuto al rimando interno tra le norme e alla disomogeneità del metodo che si è scelto di applicare ai diversi settori oggetto di richiesta rimborso/voucher:

“per la cultura si prevede infatti esclusivamente un voucher da utilizzarsi entro 18 mesi, per le attività sportive si può da subito chiedere il rimborso, mentre per altri settori le regole sono ancora diverse: per i viaggi cancellati il rimborso diventa realtà solo in caso non sia possibile utilizzare il voucher entro 12/18 mesi (art. 88 bis Decreto Rilancio), per gli abbonamenti al trasporto ferroviario e locale si parla di rimborso o estensione temporale del titolo di viaggio senza entrare nel merito delle tempistiche (art.215).

Le richieste delle Associazioni Consumatori

Le associazioni chiedono quindi al Governo di intervenire per:

– concedere ai consumatori un anno di tempo dall’entrata in vigore delle misure di lockdown per richiedere il rimborso o l’emissione del voucher.

un modus unico, che preveda sempre un margine di negoziabilità a favore del rimborso, da applicare a tutti i settori in cui si configura la possibilità di ristoro. Propongono, in particolare, di adottare la misura pensata per i viaggi: qualora i voucher non vengano utilizzati entro 12/18 mesi diventano rimborsabili.

modalità semplici, immediate e non onerose per ottenere il ristoro.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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