Rate condominiali, 4.9 milioni di italiani hanno pagato in ritardo tra marzo 2020 e marzo 2021
Gli italiani sognano di comprare casa nonostante la crisi
Secondo i dati di Rur e Nomisma presentati in un incontro dell’Osservatorio T6, il 44% dei romani progetta di comprare casa, seguito dai torinesi (40%), napoletani (38,7%) e napoletani (38%)
Il Coronavirus ha cambiato il nostro modo di vedere la casa, quindi anche il settore immobiliare. La domanda di abitazioni è ancora sostenuta, anche perché la chiusura dovuta al Covid ha fatto crescere l’insoddisfazione per la propria casa: il 37% dei milanesi vorrebbe cambiare, il 38% a Firenze, il 38,7% a Napoli, il 40% a Torino, il 44% a Roma.
E’ il ritratto del Paese tratteggiato nell’ultimo appuntamento di Evoluzioni, il convegno online organizzato dall’Osservatorio T6, il Tavolo di studio sulle esecuzioni italiane, è pieno di ombre, ma offre anche qualche luce e spunti per la ripresa.
“Chi ha reddito per farlo cercherà una casa più grande. E potrebbero avere un nuovo sviluppo anche le abitazioni destinate alle vacanze: Stiamo tornando al turismo in stile anni ’60, ovvero in casa comprata o affittata”, afferma Giuseppe Roma, presidente di Rur, la Rete urbana delle rappresentanze.

Turismo in difficoltà
Proprio il turismo, colpito duramente dalla pandemia, è un segnalatore di crisi. Metà del mercato è composto da stranieri, che quest’anno diserteranno l’Italia. “In vista della ripresa, si potrebbe lavorare alla riqualificazione del patrimonio ricettivo, con un tax credit del 110%”, ha proposto il presidente di Rur.
“Il real estate, compreso l’indotto, vale 300 miliardi di euro – ha dichiarato Guglielmo Pelliccioli, giornalista economico, fondatore del Quotidiano Immobiliare.– ecco perché occorre superare le divisioni e costruire un nuovo patto sociale tra politica, imprenditori e banche. La chiave per la ripresa è il digitale. L’80% del territorio italiano è a rischio calamità naturale, la tecnologia può aiutarci a prevenire, a costruire meglio, ad inventare nuovi materiali, a controllare le nostre case. In questo caso, davvero si potrebbe dire che dalla crisi nascono opportunità” .
La famiglia vero sostegno nella crisi
Chi è che resiste alla marea montante? La famiglia. “Forse non c’è ancora una totale consapevolezza di quello che sta accadendo e che accadrà – ha commentato Luca Dondi dall’Orologio, amministratore delegato di Nomisma – tuttavia, secondo le nostre rilevazioni, il 68,8% delle famiglie italiane dichiara di avere un reddito invariato, mentre la capacità di risparmio, per il 41%, è rimasta inalterata”.
Senza contare che 2,4 milioni di persone affermano di progettare di comprare casa: un numero sovrapponibile alle percentuali del 2019. Accanto a chi resiste, però, già si sente la voce di chi è colpito dalla crisi.
“ Circa il 32% dei nuclei familiari teme di non riuscire a pagare le rate del mutuo nei prossimi mesi – aggiunge -. Ancora più critica la fascia di chi vive in affitto, già in affanno prima del Covid”.
Secondo le rilevazioni di Nomisma, il 40,9% delle famiglie teme di non farcela a pagare il canone nei prossimi mesi. Inoltre, occupazione e Pil, anche in caso di uno scenario recessivo “soft” si ridurranno ulteriormente, tanto che il lavoro rappresenta una preoccupazione per il 66% degli italiani.
Le ricadute sul mercato immobiliare
Tutto questo non può non ricadere sul mondo creditizio e sul real estate. Gli stessi prezzi delle case tenderanno a ridursi e le banche manterranno un atteggiamento prudente nella concessione dei mutui, nonostante un costo del denaro che si manterrà molto basso.
In prevedibile crescita i crediti deteriorati (Npl).Due tendenze, di recente intensificatesi, dovranno essere verificate: smart working e acquisti online. Secondo Dondi, infatti, “dall’evoluzione di queste due opzioni, non solo professionali ma di vita, nel post-Covid si capirà meglio l’impatto dei cambiamenti indotti dalla pandemia sul real estate del futuro”.

