ecosistema scuola 2021

Ecosistema Scuola 2021, tutti i problemi della scuola in Italia

Se non riparte la scuola non riparte il paese, dice la copertina di Ecosistema Scuola cogliendo anche un sentimento collettivo. Ma far ripartire la scuola in Italia significa fare i conti con lacune e carenze ormai croniche, ben fotografati da Ecosistema Scuola, l’indagine di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi scolastici.

Ecosistema Scuola 2021 evidenzia quali siano i problemi di una scuola che, spesso sulle cronache nazionali per la pandemia, dimostra di essere un settore strategico ma in forte sofferenza. Perché il patrimonio edilizio è vecchio. Ci sono differenze importanti fra scuole e servizi scolastici nelle diverse aree d’Italia. Servono interventi strutturali urgenti ma anche spazi e servizi migliori.

Il 29% degli edifici scolastici, dice oggi Ecosistema Scuola, ha bisogno di interventi urgenti. Una scuola su due non ha impianti per lo sport. La mensa c’è solo in poco più della metà delle scuole – ma è una media nazionale. Il tempo pieno non arriva alla metà delle scuole, ma è concentrato tutto al Centro Nord. A Sud si ferma al 9,5%.

 

 

ecosistema scuola
Legambiente, Ecosistema Scuola 2021

 

Edilizia scolastica indietro tutta

In sette anni, prosegue Ecosistema Scuola, meno della metà dei progetti finanziati per l’edilizia scolastica è stato concluso.

«Dal 2014 al 2020, su 6.547 progetti previsti, 4.601 sono stati finanziati e solo 2.121 portati a termine. Numeri che testimoniano le difficoltà incontrate dagli enti locali, e che possiamo tradurre anche con la differenza che intercorre tra l’importo stanziato per la realizzazione delle opere e la spesa effettiva. Per un importo totale stanziato di 3.359.614.000 euro, l’importo totale finanziato è di 2.416.370.000 euro e l’importo finanziato dei progetti avviati di 1.415.747.000 euro: passaggi in cui viene “perso” ogni volta circa un miliardo di euro».

Le criticità della scuola in Italia

Arretratezza, fragilità e problemi della scuola italiana riguardano aspetti diversi.

Su un campione di oltre 6 mila edifici di 87 comuni capoluogo di provincia, risulta che circa il 58% delle scuole non ha certificazioni base come l’agibilità. Ricade in area sismica 1 e 2 il 43% delle scuole, di cui solo poco più del 30% è costruito con la tecnica antisismica. P

iù dell’87% degli edifici è sotto la classe energetica C. Non è stato ancora bonificato l’amianto in ben 145 edifici (in gran parte al nord) di quelli oggetto d’indagine, frequentati ogni giorno da 28.500 studenti.

 

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Legambiente, Ecosistema Scuola 2021

 

 

Sport e mensa scolastica

La metà delle scuole non ha impianti per lo sport e solo il 55,9% ha la mensa scolastica.

Le strutture per lo sport sono presenti al nord in più di una scuola su due, mentre mancano in oltre il 60% delle scuole del centro, nel 55% circa di quelle del Sud e quasi nel 64% di quelle delle isole.

La mensa è presente nel 74% delle scuole a Nord, nel 46% delle scuole al Centro, nel 41,6% al Sud e nel 33,5% nelle Isole. C’è insomma una scuola diversa per le diverse aree d’Italia. Il gap si ripete anno dopo anno.

 

 

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Legambiente, Ecosistema Scuola 2021

 

Il tempo pieno

Giardini e aree verdi fruibili ci sono in media solo in una scuola su quattro a sud e nelle isole ma in oltre l’80% delle scuole del centro-nord.

«Differenze territoriali enormi anche rispetto alle classi a tempo pieno, praticato quasi in una scuola su due secondo la media nazionale, ma con il 67,8% di scuole con classi a tempo pieno nel centro Italia, quasi il 40% nel nord, il 9,5% nel sud e il 18,4% nelle isole».

Scuola e manutenzione urgente

A oggi il 29,2% delle scuole ha bisogno di una manutenzione urgente. Il 31,5% al Sud. Nelle Isole il 63% degli edifici necessitano di interventi urgenti. La principale emergenza rimane per questi territori, spiega Legambiente, la messa in sicurezza degli edifici, che raggiunge un livello di allarme nelle isole, dove, nonostante oltre il 63% delle scuole sia in area sismica 1 e 2 (a fronte di una media nazionale del 41%), solo il 6,3% degli edifici risponde ai criteri della normativa antisismica (per una media nazionale del 30,8%).

Scuola e transizione ecologica

L’ultima versione del Recovery Plan, spiega Legambiente, prevede per l’edilizia scolastica 6,8 miliardi di euro. Sono risorse importanti che rischiano però di non portare ai risultati sperati se non verranno affrontate le croniche cronicità della scuola, dice l’associazione.

Legambiente ha rivolto un appello al ministro dell’Istruzione perché le scuole diventino protagoniste della transizione ecologica.

Chiede di realizzare processi di riqualificazione energetica partecipata degli edifici. E di inaugurare «una generazione di 100 scuole sostenibili e innovative costruite secondo i criteri della bioedilizia, aperte anche in orario extrascolastico e dotate di un’integrazione di servizi sia in orario scolastico che extrascolastico, da realizzarsi nelle “periferie sociali” del Paese, caratterizzate da alto tasso di dispersione scolastica e povertà educativa».

«La consapevolezza dell’importanza di investire in giovani, istruzione ed educazione è ormai condivisa da tutti; stanno arrivando risorse, ma prima di tutto serve un nuovo piano di governance per superare le emergenze e i divari – dice Vanessa Pallucchi, vice presidente di Legambiente  L’edilizia scolastica e i servizi che girano intorno all’ecosistema scuola devono essere ripensati e rilanciati in una dimensione di sostenibilità ambientale e sociale: sono le gambe su cui poggerà la possibilità di successo ed efficacia della transizione ecologica, che ha fra i suoi obiettivi principali il superamento della povertà educativa».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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