Spese scolastiche, a rilento lo shopping per libri, zaini e corredo
Libri scolastici, zaini & Co, Confcommercio: shopping a rilento e in calo
Vanno a rilento le spese per la scuola. Libri scolastici, zaini e corredo sono in calo in tutta Italia. La denuncia di Confcommercio: pesa l’incertezza sull’apertura delle scuole
Tutto pronto per il ritorno a scuola? No, non è proprio il caso di esultare e di assaporare il piacere dello shopping scolastico, se il ritorno fra i banchi è ancora così offuscato e pieno di incertezze.
Sulla data nazionale del 14 settembre si accatastano questioni di sicurezza e modalità organizzative, test sierologici e aperture scaglionate, banchi e banchetti e aule ancora da trovare, e quello che rimane è un grande punto interrogativo sull’effettiva ripresa, su quello che accadrà in caso di contagio, sugli oneri da caricare sulle spalle delle famiglie e sulle responsabilità di docenti e dirigenti.
Sarà dunque colpa del grande punto interrogativo il fatto che i preparativi per la scuola, quel tradizionale esercizio di spesa per comprare libri scolastici, zaini e corredo, quest’anno sia così svuotato di entusiasmo. È solo una percezione, per carità, ma alle consuete denunce sul rincaro delle spese scolastiche si accompagna quest’anno un andamento a rilento dei consumi legati al comparto scuola. Questo almeno la denuncia di Confcommercio e delle federazioni che rappresentano cartolibrerie e librerie.

Confcommercio: libri scolastici e zaini, spese a rilento
«Ad oggi la vendita di materiale scolastico va a rilento, l’incertezza che aleggia sull’apertura delle scuole e sui modi dello svolgimento delle lezioni non ha portato le famiglie alla corsa all’accaparramento dei kit scolastici. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso registriamo un meno 40% di fatturato».
È quanto dice Medardo Montaguti, presidente di Federcartolai Confcommercio, che parla di una situazione nazionale «a macchia di leopardo».
Calabria, Sicilia e Sardegna, secondo i dati Federcartolai, segnano perdite dal 50 al 60% nelle vendite di zaini, diari e cancelleria, e un calo di prenotazioni dal 30 al 35% per i libri scolastici.
In Centro Italia e in Piemonte, Veneto, Lombardia e Liguria la flessione è del 40-50% per il corredo scolastico, mentre c’è un recupero per i libri perché «molte cartolibrerie si sono convertite a vendere libri usati, causa Covid e minore disponibilità economica».
Naturalmente c’è il peso della concorrenza esercitata dalla Grande distribuzione, da supermercati e ipermercati, che hanno lanciato offerte e promozioni.
Libri scolastici, ritiro a rilento e polemiche sui costi
Spese scolastiche sotto esame anche per le librerie, che riscontrano una certa lentezza nel ritirare i libri ordinati e intervengono sulle tradizionali polemiche relative alle spese scolastiche e al costo dei libri, chiamando in causa direttamente le associazioni dei consumatori.
Paolo Ambrosini, presidente di Ali Confcommercio, commenta: «In queste settimane abbiamo riscontrato da parte delle famiglie il desiderio di garantire ai figli un avvio dell’anno scolastico ordinato e con tutto il corredo di libri pronto, sia nuovi che usati. Se però da un lato le famiglie sono solerti nell’ordinare ci sembra di riscontrare una maggiore lentezza nel ritiro dei testi pronti, sicuramente per il perdurare del periodo delle ferie, mai così agognate come quest’anno, ma anche forse in parte per i dubbi che alcuni hanno sollevato sul corretto avvio dell’anno scolastico».
Non piacciono ai librai le polemiche sul caro libri. «Ricordo che il prezzo lo definisce l’editore e che anche i librai sono vittime delle politiche commerciali degli editori: invito quindi le associazioni dei consumatori – prosegue Ambrosini – a riflettere sul messaggio negativo che puntualmente ogni anno contribuiscono a far veicolare sul libro e quindi sulla lettura. Se la lettura negli ultimi anni è calata lo dobbiamo in parte anche a queste polemiche. Con l’occasione invito le associazioni dei consumatori a sostenere la nostra proposta di detrazione delle spese per i libri di testo dalle tasse al pari delle spese mediche».

