È illegittima la pretesa dei contributi scolastici “volontari” che vengono imposti da alcune scuole minacciando, in caso di pagamento, il rifiuto dell’iscrizione o ripercussioni sul voto in condotta. Come sottolinea anche il Ministero dell’Istruzione, si tratta di versamenti “assolutamente volontari” e non possono pregiudicare né l’iscrizione né il rendimento, né tantomeno essere prestesi con un recupero coatto. È quanto ribadisce Federconsumatori di fronte al moltiplicarsi delle notizie che riguardano i contributi scolastici volontari, sempre più onerosi e richiesti dalle scuole quasi fossero obbligatori.
Denuncia l’associazione: “A Brescia, secondo quanto ci segnala Skuola.net, ai genitori sono pervenute delle lettere in cui i dirigenti scolastici tentano di intimidire i genitori paventando il “recupero coatto della somma dovuta”. Un fenomeno che avevamo già denunciato e che, quest’anno, secondo le stime di Skuola.net, risulta in crescita del 20%”. Federconsumatori chiede trasparenza nell’informazione rivolta ai genitori sulla volontarietà del contributo e sul reale uso delle risorse, che devono essere destinate esclusivamente ad interventi di ampliamento dell’offerta culturale e formativa e non per finanziare l’attività ordinaria degli istituti scolastici.


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