didattica a distanza

Dad un anno dopo, la fatica e i problemi della scuola a distanza

Gli studenti in Dad per effetto del nuovo DPCM potrebbero essere 6 milioni da lunedì 8 marzo. Il doppio di oggi. Più di sette studenti su dieci fra tutti quelli iscritti alle scuole statali e paritarie. Impegnati nella didattica a distanza, con la scuola che torna in Dad (ma per le superiori c’è sempre stata) e torna nelle pareti di casa.

Le proiezioni sono di Tuttoscuola che ha stimato gli studenti in Dad per effetto del nuovo DPCM.

La scuola secondo il nuovo DPCM

Questo prevede infatti la sospensione dell’attività didattica in presenza per le scuole di ogni ordine e grado in zona rossa.

Nelle altre zone, invece, i presidenti di Regione potranno decidere la sospensione dell’attività in presenza dove ci siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni. E dove la situazione epidemiologica segni un netto peggioramento.

 

Didattica a distanza
Didattica a distanza

 

Oltre 6 milioni di studenti in Dad

Per effetto del nuovo DPCM oltre 6 milioni di studenti potrebbero tornare a seguire le lezioni da casa, dice Tuttoscuola.

«Non si verificava dal lockdown del 2020 una chiusura così massiva: 2 milioni e 700 mila bambini della scuola dell’infanzia e primaria, un milione e 200mila alunni delle medie e 2 milioni e 300mila studenti delle superiori saranno impegnati nella DaD».

Secondo i dati a oggi disponibili, si salverebbero solo Veneto, Lazio, Sicilia, Calabria, Valle d’Aosta e Sardegna, l’unica a oggi in zona bianca.

Didattica a distanza per il 73% degli studenti

La proiezione del numero di studenti in Dad, curata da Tuttoscuola, potrebbe portare quindi a un raddoppio rispetto agli oltre 3 milioni di alunni che dallo scorso 1° marzo risultano in Dad per effetto di precedenti ordinanze regionali e disposizione del Ministero della Salute.

La didattica a distanza riguarderebbe in pratica circa il 73% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie.

«Una “scuola diffusa” nelle case di circa 6 milioni di famiglie italiane».

Tuttoscuola ha preso a riferimento i dati della Fondazione Gimbe sull’incidenza dei casi e ha calcolato, regione per regione, il numeri di studenti che tornerebbe in Dad perché in zona rossa o in aree ad alto livello di contagio.

Potrebbero essere dunque 6 milioni e 235mila (più di 7 su 10) gli alunni di scuole statali e paritarie su un totale di 8milioni e 506mila che sarebbero costretti a seguire le lezioni a distanza. I dati comprendono anche circa 957 mila bambini di scuola dell’infanzia.

Studenti in Dad per regione

Gli studenti in Dad sarebbero in gran parte delle regioni italiane.

«Le regioni interessate da questa chiusura totale – dice Tuttoscuola – che andrebbero ad aggiungersi alle situazioni già note sono la Lombardia con 1.401.813 alunni in DaD, la Campania con 944.993, l’Emilia Romagna con 620.423, la Puglia con 585.344, il Piemonte con 573.231, la Toscana con 504.616, le Marche con 212.161, la Liguria con 189.785, il Friuli VG con 156.003 e l’Umbria con 119.177. A queste vanno aggiunti alcuni comuni laziali tra cui anche la provincia di Frosinone».

Dalla chiusura totale rimarrebbero esclusi il Lazio (a parte Frosinone e altri comuni), la Sicilia, il Veneto, la Calabria, la Valle d’Aosta e la Sardegna.

Scuola in presenza

Rimarrebbero in presenza, ma con l’alternanza del 50% per gli studenti delle superiori, 2.271.803 alunni, pari al 26,7%.

Le attività didattiche a scuola rimarrebbero in presenza, a livello nazionale, per il 31,3% dei bambini nelle scuole dell’infanzia, il 31,4% degli alunni nella primaria, il 31,4% nella scuola secondaria di primo grado e il 17,2% degli studenti delle scuole superiori.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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