La piattaforma per la trasparenza delle condizioni di lavoro
Tessile, al via la piattaforma per far luce sullo sfruttamento dei lavoratori del settore
Movimento Consumatori sostiene la piattaforma di Campagna Abiti Puliti per avere più trasparenza nel settore tessile. “II cittadini devono poter scegliere in maniera consapevole”
Lavoratori, attivisti e consumatori si mobilitano insieme per conoscere i dati sulle catene di fornitura dei più grandi marchi della moda. L’iniziativa prende il nome di Fashio Cheker (www.fashionchecker.org) ed è la nuova piattaforma lanciata dalla Campagna Abiti Puliti – che ha tra i suoi sostenitori anche Movimento Consumatori.
Più trasparenza nel settore tessile
L’obiettivo della piattaforma è quello di aumentare la trasparenza nell’industria tessile, facendo luce sui bassi salari, sugli straordinari eccessivi e sullo sfruttamento endemico del settore. Il portale contiene informazioni dettagliate sui salari, sulle condizioni delle donne e dei migranti e in generale sulla situazione di tutti i lavoratori.
La Campagna Abiti Puliti userà i dati della piattaforma per fare ulteriore pressione sui marchi e sui decisori pubblici affinché vengano assicurati salari dignitosi per tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore entro il 31 dicembre 2022. Le richieste principali riguardano la necessità di utilizzare parametri trasparenti e affidabili per il calcolo dei salari e la promozione della dovuta diligenza obbligatoria in materia di diritti umani lungo tutta la filiera.
Disuguaglianze e diritti violati
A fronte di un forte aumento di richiesta di eticità e sostenibilità nel mondo della moda, i marchi hanno risposto con grandi campagne di marketing e corposi report di sostenibilità. Nel frattempo però, hanno continuato a cercare in maniera spietata prezzi sempre più bassi per la produzione dei propri beni, costringendo i fornitori a lavorare con margini di profitto ridotti e comprimendo i salari dei lavoratori già costretti a vivere sulla soglia di povertà.
La pandemia di COVID-19 ha messo ulteriormente a nudo le disuguaglianzenel settore della moda: i marchi annullano gli ordini e unilateralmente impongono sconti ai fornitori, costringendo i lavoratori alla miseria. I lavoratori e le lavoratrici, senza risparmi accumulati, sono vittime delle chiusure delle fabbriche e dei licenziamenti di massa: la rivendicazione di un salario dignitoso non è mai stata più urgente.
“Come Movimento Consumatori – spiega Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – riteniamo che questa iniziativa possa contribuire a far luce sulle reali condizioni dei lavoratori e su una situazione che ha permesso per anni a note aziende di “crescere” senza garantire salari dignitosi. E’ necessario che si squarci il velo che nasconde ai consumatori chi e cosa c’è dietro un loro acquisto di un capo di marca. I cittadini devono poter scegliere in maniera consapevole di premiare aziende virtuose invece di brand che sfruttano i lavoratori”.

