Mentre in tutta Italia si svolgono sit-in di protesta degli aspiranti studenti di Medicina che chiedono un ripensamento delle modalità di accesso alla Facoltà (in questi giorni si stanno svolgendo i test di ingresso), il Codacons denuncia: “La legge prevedeva un’analisi approfondita tra Università e Stato per determinare il fabbisogno del nostro paese relativamente ai posti di dottore disponibili. Non avviene più così, se mai lo è stato. La determinazione del numero di studenti ammissibili all’università avviene solo sulla base del numero di posti di cui l’università può disporre e tali posti sono  determinati solo dai soldi messi a disposizione dallo Stato”.

“E questi soldi sono troppo pochi – aggiunge l’Associazione – considerando che il diritto allo studio ed allo sviluppo della personalità viene precluso e gli studenti che si vedono costretti a scegliere un altro percorso”. 

Inoltre viene così preclusa anche la possibilità di esercitare all’estero. Per questo il Codacons presenta esposto alla Procura della Repubblica per far luce sull’intera vicenda affinché venga messa fine a condotte non trasparenti ed ingannevoli.

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