Truffa con SMS, l’ABF riconosce un rimborso di 41.500 euro a una consumatrice

Truffa con SMS, l’ABF riconosce un rimborso di 41.500 euro a una consumatrice (Fonte immagine: Pixabay)

Vittoria di Adiconsum presso l’Arbitro bancario Finanziario, che ha riconosciuto il diritto al rimborso di 41.500 euro nei confronti di una consumatrice veronese truffata tramite sms e telefonata da un numero riconducibile alla banca, presso la quale è titolare di un conto corrente da oltre 40 anni.

Truffa con SMS, il caso della consumatrice veronese

Secondo quanto comunicato da Adiconsum Verona, nel dicembre del 2021 la dott.ssa A. M. ha ricevuto un sms e una telefonata da un numero riconducibile all’intermediario ed è caduta nella trappola, inserendo i dati richiesti. All’utente sono state poi addebitate tre operazioni di bonifico – mai richieste – pari a 41.500 euro.

La consumatrice, quindi, si è recata in banca, la quale le ha comunicato che non sarebbe stato possibile recuperare la somma e che avrebbe potuto ottenere un prestito con un tasso del 10%. A questo punto, ha deciso di avviare un procedimento di reclamo e di mediazione nei confronti della banca, ma l’accordo non è stato raggiunto, in quanto – spiega l’associazione – l’istituto bancario per ben due volte non si è presentata all’incontro conciliativo.

La dottoressa A. M. si è, quindi, rivolta all’Adiconsum, che ha presentato ricorso presso l’Arbitro Bancario Finanziario, il quale ha riconosciuto le ragioni della consumatrice.

Sono caduta in una trappola fidandomi di una persona al telefono che si presentava come un bancario – dichiara la dottoressa A. M. – Era il 13 dicembre, vicino alle vacanze di Natale, dovevo saldare alcune spese per lavori in casa e mi sono trovata con il conto svuotato. Mi sono rivolta alla mia banca, ma non ho trovato sostegno, solo la possibilità di avere un prestito ad un tasso molto elevato. In questi casi le persone sono lasciate sole. Ho cercato una via amichevole avviando una mediazione con la banca, ma ho trovato in una situazione paradossale. Da cliente gentile e disponibile sono diventata una “nemica”; è iniziato un conflitto cartaceo in cui mi sono dovuta difendere dal gigante banca anziché dal truffatore. Secondo me dovrebbe esserci collaborazione invece che ostilità”.

 

truffa con sms

 

La decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario

L’Arbitro, con la decisione n. 0012732 del 03/10/2022, ha rilevato “come l’accesso sia avvenuto in APP, tramite password, ma non vi è stato l’impiego di un dato biometrico o di un OTP dispositiva. Non può dirsi raggiunta, pertanto, la prova dell’autenticazione forte, che deve essere fornita dal prestatore di servizi di pagamento”.

“Sulla base della normativa la banca ha l’onere di fornire la prova della corretta autenticazione, registrazione e contabilizzazione delle operazioni disconosciute dal cliente, nonché dell’assenza di malfunzionamenti dei propri sistemi. (cfr. art. 10, comma 2 del decreto legislativo n. 11/2010) – osserva l’avv. Silvia Caucchioli, che ha seguito il ricorso per Adiconsum. – In secondo luogo, è sempre l’intermediario a dover provare tutti i fatti idonei ad integrare la colpa grave dell’utilizzatore, unica ipotesi in cui, oltre al dolo e alla frode, lo stesso può patire le conseguenze dell’utilizzo fraudolento dello strumento di pagamento”.

I consigli ai Adiconsum

Adiconsum Verona, dunque, spiega la procedura da seguire in caso di operazioni bancarie fraudolente sul proprio conto o su quello della propria carta di credito:

– bloccare immediatamente della carta o del conto;

– contattare Adiconsum;

– presentare una denuncia-querela alla più vicina stazione di pubblica sicurezza (Polizia, Carabinieri);

– inviare un reclamo scritto all’emittente la carta o alla propria banca, con la precisazione di disconoscere le operazioni fraudolente rilevate sull’estratto conto e con richiesta di riaccredito immediato delle relative somme sottratte.

A fronte di una risposta negativa o di una non risposta da parte dell’intermediario, l’utente ha la possibilità di inoltrare successivamente un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario, che provvederà ad esaminare il caso e a fornire una decisione in merito.


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