Nel 2004 avevaun impiego il 58,7% degli italiani 18-34enni (pari a oltre 7,6 milioni di persone), nel 2011 lapercentuale era scesa al 51,2% (6 milioni), mentre nel 2013 era occupato solo il 46% dei giovani con questa fascia d’età (5,3milioni). In quasi dieci anni, dunque, si sono persi 2,3 milioni di posti di lavoro tra i “millennials” e la quota di occupati tra i giovani con età compresa tra 18 e 34 anni è diminuita di12,7 punti percentuali. E’ quanto emerge da un’anticipazione delle ricerche che il Censis ha condotto per conto del Forum Ania Consumatori, il tavolo di confronto imprese assicurative e associazioni dei consumatori nato con l’obiettivo di progettare e sviluppare assieme iniziative e proposte di soluzione sui principali temi assicurativi d’interesse dei cittadini.
Da qualche anno il Forum sta sviluppando, con l’aiuto del Censis, un articolato percorso di analisi volto ad approfondire gli scenari attuali e le prospettive del nostro sistema di welfare e a individuare proposte condivise da assicuratori e consumatori da presentare alle istituzioni e all’opinione pubblica.
“I dati che emergono dalle indagini del Censis – afferma il Presidente del Forum ANIA-Consumatori, Silvano Andriani – dimostrano che il sistema attuale di welfare è incapace di individuare i nuovi bisogni e rispondere a essi in maniera sistematica, risulta statico e focalizzato quasi esclusivamente su pensioni e sanità. La crisi e i suoi riflessi negativi sull’occupazione, in particolare quella giovanile, hanno contribuito a portare a un impoverimento materiale di ampie fasce di cittadinanza. Assicuratori e consumatori concordano sulla urgenza di intervenire su questo fronte, per un welfare più equo, efficace ed economicamente sostenibile, che sia in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini.”
Tornando alle anticipazioni, dei 4,4 milioni di giovani con età compresa tra 18 e 34 anni che vivono per conto proprio, single o sposati/conviventi, 980 mila non riescono a coprire lespese mensili con il proprio reddito. Sono 2,3 milioni quelli che ricevono regolarmente o frequentemente un aiuto economico dai genitori. Secondo il Censis, le famiglie d’origine trasferiscono ai giovani untotale di 4,8 miliardi di euro annui. Il reddito familiare medio dei “millennials” è di 22.900euro all’anno, inferiore di oltre 7.000 euro rispetto al reddito familiare medio annuo degliitaliani.
In dieci anni l’Italia ha perso 1.959.000 giovani di etàcompresa tra 18 e 34 anni a causa della denatalità: -14,9% nel decennio. E gli attuali 11,2 milionidi giovani stanno cambiando rapidamente gli stili di vita. Rimangono sempre di piùa casa con i genitori: 6,9 milioni nel 2013, cioè il 61% del totale. Ma tendono anchea sposarsi sempre meno: nel 2013 risulta coniugato il 22,1%, in diminuzione rispetto al30,6% di dieci anni prima. Il numero dei giovani sposati è diminuito nel decennio del38,7%. Tra i “millennials” che vivono per conto proprio, cresce la quota di quelli che vivonosoli: sono diventati il 6,7% del totale rispetto al 5,5% di dieci anni fa.
Il 40,2% dei giovani negli ultimi dodici mesi hadovuto pagare un contributo per alcune prestazioni di welfare (sanitarie, per istruzione, ecc.) che prima riceveva gratuitamente; il 57,5% ha verificato che ci sono prestazioni per le quali è aumentato il valore del contributo che già pagava in precedenza, mentre l’11,7% si è trovato a dover pagare per intero alcune prestazioni che prima riceveva gratuitamente o a fronte di un piccolo contributo. In definitiva, per la grande maggioranza dei giovani sono aumentate le spese per le prestazioni di welfare e il Censis rileva che il 59% di coloro che vivono per proprio conto teme che nuove spese di welfare a proprio carico possano minacciare la tenuta del proprio reddito familiare.
Pensando al proprio futuro, il 43,2% dei giovanisi dichiara preoccupato, rispetto al 29,2%dei cittadini italiani. Il 26,6% dei “millenials” prova ansia per l’assenza di unarete di protezione, il 17,9% vive uno stato di incertezza e solo il 12,3%  si dichiara abbastanza sicuro. L’idea di andarsene pervade tanti giovani: 3,2 milioni pensano che sarebbe il caso di emigrare dall’Italia e trasferirsi all’estero.
I giovani costituiscono una componente fondamentale delle energie vitali della nostra società. Sono digitali: l’85,3% è utente abituale di internet(56,5% dato medio nazionale), l’81,6% è iscritto ad almeno un social network (49% dato medio), il 66,6% utilizza smartphone sempre connessi in rete (39,9% dato medio), il 35% effettua acquisti online (24,4% dato medio). Sono almeno 3,7 milioni imillennials” che vivono all’estero, sia pure per brevi periodi.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

Parliamone ;-)