Api, farfalle & Co: la Commissione europea lancia un nuovo patto per gli impollinatori (fonte foto Pixabay)

La Commissione europea lancia “un nuovo patto per gli impollinatori”. Per salvare api, farfalle e insetti impollinatori, sempre più a rischio – in Europa sta scomparendo una specie su tre – Bruxelles ha presentato la comunicazione “Un nuovo patto per gli impollinatori” per porre un freno all’allarmante declino degli insetti impollinatori selvatici in Europa, rivedendo l’iniziativa UE del 2018.

La richiesta di salvare gli impollinatori viene anche dai cittadini europei (come testimonia il successo dell’iniziativa dei cittadini europei “Salviamo api e agricoltori!, cui la Commissione risponderà nel corso dell’anno). Il nuovo patto stabilisce le azioni che l’Europa e gli Stati devono fare per invertire il declino degli impollinatori entro il 2030. Fra queste azioni, c’è quella di migliorare e ripristinare gli habitat degli insetti e affrontare le cause del loro declino. L’iniziativa rientra nella strategia europea per la biodiversità e nel green deal europeo.

Il declino degli impollinatori

Gli insetti impollinatori sono in declino. In Europa, circa quattro specie su cinque di colture e flora selvatica dipendono, almeno in parte, dall’impollinazione animale assicurata da migliaia di specie di insetti. Ma sono in declino una specie su tre di api, farfalle e sirfidi. Una specie di api e farfalle su dieci è a rischio estinzione.

Il declino degli impollinatori dipende da più cause: il cambiamento della destinazione dei suoli, l’agricoltura intensiva e l’uso dei pesticidi, l’inquinamento ambientale, le specie esotiche invasive, gli agenti patogeni e i cambiamenti climatici. Gli impollinatori sono parte di un ecosistema sano. Senza di loro è a rischio anche la sicurezza alimentare, considerato che circa l’80% delle colture e della flora selvatica dipende dall’impollinazione animale.

 

Salviamo api e agricoltori, via libera all’iniziativa dei cittadini europei (foto pixabay)

 

Il patto per gli impollinatori

L’obiettivo del patto per gli impollinatori è dunque quello di invertirne il declino entro il 2030. Quali azioni sono previste? La Commissione europea vuole migliorare la conservazione delle specie e degli habitat: metterà a punto i piani di conservazione per le specie di impollinatori minacciate, individuerà gli impollinatori tipici degli habitat protetti e insieme agli Stati membri progetterà una rete di corridoi ecologici per gli impollinatori, o “Buzz Lines”. Vuole poi ripristinare gli habitat degli impollinatori nei paesaggi agricoli, migliorarne gli habitat nella aree urbane e affrontare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici, delle specie esotiche invasive e di altre minacce, come l’inquinamento luminoso.

La Commissione intende poi attenuare l’impatto dei pesticidi sugli impollinatori. Poiché l’uso eccessivo dei pesticidi è una delle principali cause della perdita di impollinatori, sarà fondamentale ridurre il rischio e l’impiego di questi prodotti, come indicato nella proposta della Commissione sull’uso sostenibile dei pesticidi.

Il patto per gli impollinatori vuole poi migliorare le conoscenze sul declino di questi insetti, ipotizzando anche di istituire un sistema di monitoraggio globale e di mappare entro il 2025 le aree principali con impollinatori. Un altro versante di intervento è quello delle strategie nazionali per gli impollinatori, il sostegno alle iniziative dei cittadini e a un’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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