Cop27, la Commissione europea chiederà misure concrete contro il riscaldamento globale (foto pixabay)

La Commissione europea si prepara alla Cop 27. Chiederà a tutte le parti di fare passi concreti per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e rispettare l’Accordo di Parigi.

Alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che inizierà questo fine settimana in Egitto, la Commissione europea «inviterà tutte le parti ad adottare misure urgenti per ridurre le emissioni di gas serra e rispettare gli impegni assunti nell’ambito dell’accordo di Parigi e del Glasgow Climate Patto adottato lo scorso anno alla COP26».

«Quest’anno la COP27 si svolge sullo sfondo dell’invasione russa dell’Ucraina e delle sue implicazioni per i prezzi dell’energia e dei generi alimentari in Europa e oltre – ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen – Il mondo ha già riconosciuto la necessità di una forte transizione verde per mitigare i cambiamenti climatici e sta mettendo in atto le pertinenti politiche. Ora vediamo anche che abbiamo bisogno della transizione verde per non essere tenuti in ostaggio da tali aggressori».

E se il cambiamento climatico “non aspetterà un singolo giorno”, l’Europa «sarà un partner affidabile e un alleato per tutti coloro che desiderano un futuro sostenibile sul nostro pianeta condiviso».

Cop27, la posizione della Commissione

Il 7-8 novembre, la presidente von der Leyen rappresenterà la Commissione al Summit dei leader mondiali che apre ufficialmente la COP27. Dal 14 al 18 novembre, il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans guiderà il gruppo negoziale dell’UE. Prenderanno parte alla Cop anche i Commissari per l’energia,all’ambiente e all’agricoltura.

Il team negoziale della Commissione spingerà affinché l’attuazione degli impegni esistenti passi da parole ambiziose ad azioni concrete, anche attraverso l’adozione di un programma di lavoro sulla mitigazione (Mitigation Work Programme). Per quanto riguarda l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’UE si impegna a realizzare chiari progressi verso il Global Goal on Adaptation, l’obiettivo globale sull’adattamento.

Bruxelles avverte poi che, sulla questione delle perdite e danni (loss & damage) “l’UE cercherà soluzioni efficaci per soddisfare le diverse esigenze dei paesi vulnerabili di tutto il mondo che devono far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici”. Alla Cop 27 sarà centrale anche il tema dei finanziamenti per i paesi in via di sviluppo.

«Lavoreremo con i paesi sviluppati per garantire che raddoppino i finanziamenti per l’adattamento entro il 2025 rispetto ai livelli del 2019 e che aumentino i contributi finanziari per il clima per raggiungere l’obiettivo annuale di 100 miliardi di dollari a cui l’UE ha contribuito con 23,04 miliardi di euro nel 2021: una cifra costante e di gran lunga il contributo maggiore», dice Bruxelles.

I paesi sviluppati si sono infatti impegnati a mobilitare un totale di 100 miliardi di dollari di finanziamenti internazionali per il clima all’anno dal 2020 al 2025 per aiutare i paesi più vulnerabili, in particolare le piccole isole, negli sforzi di mitigazione e adattamento.

 

 

Crisi climatica e obiettivi di Parigi

Il contesto di riferimento è sempre quello della crisi climatica e degli impegni presi a Parigi nel 2015, anche se il tempo rimasto per far fronte con efficacia alla crisi climatica è davvero poco e di questo passo, senza un cambio di rotta, si rischia un aumento fino a 2,8°C a fine secolo.

In base all’accordo di Parigi del 2015, 194 paesi hanno deciso di presentare contributi determinati a livello nazionale (Nationally Determined Contributions NDCs) che rappresentano i propri obiettivi di riduzione delle emissioni individuali. Tutti insieme questi impegni dovrebbero contribuire a mantenere la variazione media della temperatura globale al di sotto dei 2°C e il più vicino possibile a 1,5°C entro la fine del secolo. I rapporti del 2022 del Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) delle Nazioni Unite avvertono però che il mondo è destinato a raggiungere il livello di 1,5°C entro i prossimi due decenni e che solo tagli più drastici delle emissioni di carbonio potrebbero aiutare a prevenire un disastro ambientale.


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