Dazi, Ue: accordo non giuridicamente vincolante. UNC: si rischia aumento delle bollette (Foto Pixabay)

Dai dazi e dall’accordo politico fra Ue e Usa c’è il rischio di un aumento delle bollette di energia. È quanto paventa l’Unione Nazionale Consumatori che giudica “una resa incondizionata dell’Ue” l’accordo sui dazi al 15% raggiunto fra Stati Uniti ed Europa.

Dazi, la nota della Commissione

Oggi la Commissione europea ha pubblicato una nota informativa sull’accordo commerciale siglato domenica fra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

A conclusione della nota, Bruxelles scrive: “L’accordo politico del 27 luglio 2025 non è giuridicamente vincolante. Oltre a intraprendere le azioni immediate impegnate, l’UE e gli Stati Uniti negozieranno ulteriormente, in linea con le rispettive procedure interne pertinenti, per attuare pienamente l’accordo politico”.

La scheda riepiloga alcuni punti dell’accordo. E su alcuni non ci sarebbe piena concordanza con gli Stati Uniti. Ad esempio, rileva l’Ansa, fra i punti non concordanti ci sono i dazi su chip e farmaci, che secondo l’esecutivo comunitario al momento non sono tassati, mentre non compaiono impegni europei sulla digital tax.

La nota della Ue ricorda invece, fra gli impegni, che c’è l’istituzione di “un massimale tariffario statunitense unico e onnicomprensivo del 15% per le merci dell’UE. A partire dal 1° agosto gli Stati Uniti applicheranno questa tariffa massima alla stragrande maggioranza delle esportazioni dell’UE”.

Secondo la Commissione, l’accordo politico “serve gli interessi economici fondamentali dell’UE in relazioni commerciali e di investimento stabili e prevedibili tra l’UE e gli Stati Uniti. Allo stesso tempo, rispetta pienamente la sovranità normativa dell’UE e protegge settori sensibili dell’agricoltura dell’UE, come le carni bovine o il pollame”.

Gli impegni sull’energia

Sul versante energia, l’Ue conferma che “intende acquistare prodotti statunitensi di gas naturale liquefatto, petrolio e energia nucleare per un valore atteso di 750 miliardi di dollari (circa 700 miliardi di euro) nei prossimi tre anni. Ciò contribuirà a sostituire il gas e il petrolio russi sul mercato dell’UE”.

UNC: resa della Ue, si rischia aumento delle bollette energia

Ed è proprio questo uno dei punti criticati dall’Unione Nazionale Consumatori.

«Dopo la resa incondizionata e vergognosa dell’Unione Europea a Trump, vigileremo perché, dopo il danno alle nostre imprese, non si verifichi pure la beffa di colpire i consumatori italiani», afferma il presidente dell’associazione Massimiliano Dona.

Il riferimento è proprio sugli impegni dell’accordo politico in materia di energia. Spiega Dona che «nell’accordo capestro siglato ieri, c’è l’impegno, non si capisce a carico di chi, di acquistare 750 miliardi in 3 anni di forniture energetiche americane. Ovvio che, se fosse rispettata questa contropartita aggiuntiva, ci troveremmo ad avere un aumento delle bollette a carico delle famiglie italiane, visto che il Gnl costa di più».

L’UNC teme dunque un aumento delle bollette delle famiglie perché “atteso che il Gnl costa ovviamente di più, dato che il gas va liquefatto, trasportato fino a noi con le navi e poi rigassificato”.

Ci sono poi le possibili ripercussioni sui contribuenti.

«Inoltre, se le aziende italiane ricevessero misure di sostegno da parte del Governo per compensare i dazi, allora questi verrebbero fatti pagare non alle imprese ma ai contribuenti – prosegue Dona – Insomma, dopo tante proteste delle categorie produttive, alla fine a pagare sarebbero i soliti noti, i tartassati italiani. Sarebbe inaccettabile se, a fronte dell”incapacità di chi ha fatto questa trattativa, poi si pensasse di ovviare a questa colpa spalmando l’onere dei dazi su tutta la collettività con finanziamenti a pioggia. Le imprese danneggiate devono aprirsi a nuovi mercati alternativi e non restare ferme ad aspettare sussidi».

Parliamone ;-)