Deforestazione, il Parlamento europeo vota per il rinvio (Foto Pixabay)
Deforestazione, il Parlamento europeo vota per il rinvio
Il Parlamento europeo ha votato per modificare il regolamento europeo sulla deforestazione e rinviare di un anno l’entrata in vigore per tutte le imprese
Modificare la legge europea sulla deforestazione. È la parola d’ordine che viene dalle istituzioni europee davanti alle norme che devono (dovrebbero) impedire il commercio di prodotti derivanti da terreni deforestati. Il Parlamento europeo ha votato ieri per spostare di un anno il regolamento europeo contro la deforestazione e per semplificarne l’applicazione. La decisione introduce un anno aggiuntivo per l’adeguamento delle imprese e alleggerisce gli obblighi di due diligence, soprattutto per le piccole imprese.
Modificare il regolamento europeo sulla deforestazione
I deputati hanno approvato una serie di modifiche al regolamento europeo sulla deforestazione, cardine del Green Deal, adottando (con 402 voti favorevoli, 250 contrari e 8 astensioni) la sua posizione per i negoziati con i governi UE su modifiche che hanno l’obiettivo di semplificarne l’attuazione da parte delle imprese e degli Stati. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con i paesi UE sulla forma finale della legge, che dovrà essere poi approvata sia dal Parlamento sia dal Consiglio e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE entro la fine del 2025, affinché il rinvio di un anno e le altre modifiche possano entrare in vigore.
Rinvio di un anno per le imprese
Uno della principali modifiche proposte è appunto il rinvio di un anno per tutte le imprese, che avranno 12 mesi di tempo in più per conformarsi alle nuove norme europee contro la deforestazione. In particolare, grandi operatori e commercianti dovranno rispettare gli obblighi del regolamento dal 30 dicembre 2026, mentre le micro e piccole imprese dal 30 giugno 2027.
Modificare la due diligence
Il Parlamento europeo propone poi di modificare anche i requisiti di due diligence: per i deputati, l’obbligo di presentare la dichiarazione di “dovuta diligenza” dovrebbe ricadere sulle imprese che immettono per prime il prodotto sul mercato dell’Ue e non sugli operatori o commercianti che lo commercializzano in seguito. Viene poi proposta una riduzione degli obblighi per i piccoli operatori che dovranno presentare solo una dichiarazione semplificata e una tantum.
I deputati hanno inoltre proposto di escludere dall’applicazione del regolamento i libri e i giornali stampati, le immagini e gli altri prodotti dell’industria tipografica, oltre a manoscritti, dattiloscritti e planimetrie su carta.
Il Parlamento ha anche chiesto una revisione della normativa entro il 30 aprile 2026.
La deforestazione legata al consumo di cacao, caffè, olio di palma, soia
Il regolamento europeo sulla deforestazione, che si vuole modificare, è stato adottato nel 2023 e vuole combattere crisi climatica e perdita di biodiversità prevenendo la deforestazione legata al consumo di prodotti quali cacao, caffè, olio di palma, soia, legno, gomma, carbone vegetale, carta stampata e bovini.
La European Union Deforestation Regulation (EUDR) mira dunque a eliminare la deforestazione dalle catene di approvvigionamento dell’Ue. Secondo il regolamento, aziende multinazionali con sede nell’Ue devono dimostrare che i prodotti che immettono sul mercato comunitario non contribuiscono alla distruzione delle foreste. Le norme prevedono che le aziende potranno vendere nell’UE solo i prodotti il cui fornitore abbia rilasciato una dichiarazione di “diligenza dovuta” (due diligence) che attesti che il prodotto non proviene da terreni deforestati e non ha contribuito al degrado di foreste, comprese le foreste primarie insostituibili, dopo il 31 dicembre 2020.
Il problema c’è ed è grande. Secondo la Fao, 420 milioni di ettari di foresta sono andati persi a causa della deforestazione tra il 1990 e il 2020. E il consumo dell’UE è responsabile di circa il 10% della deforestazione globale. L’olio di palma e la soia rappresentano oltre due terzi di questa quota.

