Imballaggi, c’è l’accordo in Europa (Foto Pixabay)

C’è l’accordo in Europa sul regolamento imballaggi e su nuove norme per un “packaging sostenibile”. Ci saranno obiettivi di riduzione che arrivano al 15% entro il 2040 e il divieto di alcuni packaging in plastica monouso dal 2030.

La presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto ieri un accordo politico provvisorio su una proposta di regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.

L’obiettivo è quello di “contrastare l’aumento dei rifiuti di imballaggio generati nell’UE, armonizzando al contempo il mercato interno degli imballaggi e promuovendo l’economia circolare”, spiega una nota del Consiglio.

La direzione cui ci si muove è quella di avere meno imballaggi e meno rifiuti, con una serie di restrizioni su alcuni formati. Ci sarà il divieto di Pfas, le famigerate sostanze perfluoro-alchiliche “forever chemicals” negli imballaggi a contatto con gli alimenti.

Imballaggi, rifiuti per quasi 190 kg a persona

Quello degli imballaggi è tema cruciale per un’economia circolare. La produzione di imballaggi e la gestione dei rifiuti da imballaggio sono un settore economico che genera un fatturato totale di 370 miliardi di euro nell’Ue.

Allo stesso tempo gli imballaggi sono una fonte di rifiuti in aumento e la quantità di rifiuti sta crescendo più rapidamente della quantità che viene riciclata. Il totale di rifiuti nella Ue è passato da 66 milioni di tonnellate nel 2009 a 84 milioni di tonnellate nel 2021. Ogni europeo ha prodotto 188,7 kg di rifiuti di imballaggio nel 2021, una cifra che senza interventi è destinata a raggiungere i 209 kg nel 2030.

Negli ultimi dieci anni, la quantità di rifiuti di imballaggio è aumentata di quasi il 25% e si prevede che aumenterà di un altro 19% entro il 2030 se non verranno intraprese azioni concrete. Per i rifiuti di imballaggio in plastica l’aumento previsto è del 46% entro il 2030.

Imballaggi: stop a plastica monouso e Pfas

Spiega la relatrice Frédérique Ries (Renew, BE): «Per la prima volta in una legge ambientale, l’UE sta fissando obiettivi per ridurre il consumo di imballaggi, indipendentemente dal materiale utilizzato. Chiediamo a tutti i settori industriali, ai paesi dell’UE e ai consumatori di fare la loro parte nella lotta contro l’eccesso di imballaggi. Il divieto dei “forever chemicals” negli imballaggi alimentari è una grande vittoria per la salute dei consumatori europei. Era inoltre essenziale che le ambizioni ambientali incontrassero la realtà industriale. L’accordo promuove l’innovazione e prevede esenzioni per le microimprese».

Le nuove misure mirano a rendere gli imballaggi utilizzati nell’UE più sicuri e sostenibili. Richiedono che tutti gli imballaggi siano riciclabili, con una riduzione al minimo di sostanze nocive, la riduzione del packaging non necessario, il miglioramento di raccolta e riciclo.

L’accordo fissa obiettivi di riduzione degli imballaggi al 5% entro il 2030, al 10% entro il 2035 e al 15% entro il 2040. E impone ai paesi dell’UE di ridurre, in particolare, la quantità di rifiuti di imballaggio in plastica.

Secondo l’accordo, dal 1° gennaio 2030 saranno vietati alcuni formati di imballaggi in plastica monouso, come imballaggi per frutta e verdura fresca non trasformata, imballaggi per alimenti e bevande riempiti e consumati in bar e ristoranti, porzioni individuali (ad esempio condimenti, salse, panna, zucchero), imballaggi in miniatura per i prodotti da toilette e la pellicola termoretraibile per le valigie negli aeroporti.

I deputati hanno inoltre garantito il divieto delle buste di plastica molto leggere (sotto i 15 micron), a meno che non siano necessarie per motivi igienici o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi per aiutare a prevenire gli sprechi alimentari.

Per prevenire effetti negativi sulla salute, il Parlamento ha ottenuto l’introduzione di un divieto sull’uso delle “sostanze chimiche per sempre”, le sostanze alchiliche per e polifluorurate (PFAS) negli imballaggi a contatto con gli alimenti.

Per quanto riguarda il contenuto minimo riciclato negli imballaggi in plastica, i colegislatori (come spiega una nota del Consiglio) hanno concordato un’esenzione da tali obiettivi per gli imballaggi in plastica compostabile e gli imballaggi la cui componente in plastica rappresenta meno del 5% del peso totale dell’imballaggio. La Commissione dovrà rivedere l’attuazione degli obiettivi del 2030 e valutare la fattibilità degli obiettivi del 2040. L’accordo invita inoltre la Commissione a valutare, tre anni dopo l’entrata in vigore del regolamento, lo stato dello sviluppo tecnologico degli imballaggi in plastica a base biologica e, sulla base di tale valutazione, a stabilire i requisiti di sostenibilità.

 

Imballaggi, al Parlamento Ue primo voto su riduzione dei rifiuti, riutilizzo e riciclo
Imballaggi, al Parlamento Ue primo voto su riduzione dei rifiuti, riutilizzo e riciclo (Foto di Lebensmittelfotos da Pixabay)

 

Imballaggi, riuso e ricarica

Altro tema è quello di incoraggiare le opzioni di riuso e ricarica per i consumatori. I negoziatori hanno concordato di fissare un obiettivo specifico per gli imballaggi riutilizzabili per le bevande alcoliche e analcoliche (eccetto latte, vino, vino aromatizzato, liquori) entro il 2030 (almeno il 10%). Gli Stati membri potranno concedere una deroga di cinque anni a tali requisiti a determinate condizioni.

Il Parlamento ha chiesto che gli Stati membri siano tenuti a incentivare ristoranti, mense, bar, caffetterie e servizi di ristorazione a servire acqua del rubinetto (ove disponibile, gratuitamente o a un costo di servizio basso) in un formato riutilizzabile o ricaricabile.

Tutti gli imballaggi dovrebbero essere riciclabili e soddisfare o criteri rigorosi da definire attraverso la legislazione secondaria. Sono previste alcune esenzioni per legno leggero, sughero, tessuti, gomma, ceramica, porcellana o cera. Secondo le nuove norme, entro il 2029, gli Stati membri dovranno garantire la raccolta differenziata di almeno il 90% annuo delle bottiglie di plastica monouso e dei contenitori per bevande in metallo.


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