Digito ergo sum. Come sta cambiando il giornalismo digitale?

Digito ergo sum. Come sta cambiando il giornalismo digitale?

Come sta cambiando il giornalismo digitale? Il convegno “Digito ergo sum. L’informazione al tempo del digitale”, organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti, restituisce la voce di centinaia di siti web e giornali online, in gran parte realtà autonome e indipendenti, che fanno informazione e diffondono contenuti culturali

Come sta cambiando il giornalismo digitale? L’informazione al tempo del digitale passa attraverso siti web, blog e giornali online che si dedicano all’informazione e alla diffusione di cultura con il contributo dei giornalisti, ma non solo. Sostenendosi economicamente attraverso la pubblicità, ma non solo – c’è anche lavoro volontario. Più della metà sopravvive grazie alla pubblicità commerciale e ha l’obiettivo di fare informazione giornalistica. E i giornali cartacei? Per oltre la metà dei siti solo online, dovranno avere un ruolo diverso nell’informazione.

Il giornalismo digitale, il ruolo della tecnologia e le competenze che richiede sono al centro del convegno “Digito ergo sum. L’informazione al tempo del digitale”, organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine nell’ambito delle iniziative per il sessantesimo anniversario di istituzione dell’Ordine dei giornalisti. Durante il convegno sono stati presentati i risultati di un sondaggio sulla trasformazione del mondo dell’informazione e comunicazione digitale fatto lo scorso maggio su centinaia di siti web di informazione e comunicazione online – non attinenti alle grandi testate.

 

Digito ergo sum. 24 gennaio 2023

 

Il giornalismo digitale, chi sono e cosa fanno i web magazine

Il punto di partenza è che il giornalismo digitale è cresciuto in modo esponenziale. I vantaggi sono evidenti, a partire dalla tempestività delle notizie. Fra gli svantaggi spesso si fa riferimento alle diffusione di fake e news e alle campagne di odio online.

L’indagine presentata oggi si è svolta sulla base di un questionario inviato a quasi 1400 siti web di informazione e comunicazione online (non quelli delle grandi testate), blog e giornali online non inquadrati nelle tradizionali filiere editoriali. Hanno risposto circa 400, il 29% dei 1374 totali.

«Almeno un giornalista è presente nell’85% dei casi – ha spiegato Paolo Natale, Professore al Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano – Il 72% appare interessato a un’interazione futura con l’Ordine dei giornalisti, in particolare per la creazione di un Albo per gli autori di siti web; anche i siti senza giornalisti sono interessati a un rapporto con l’Ordine. Oltre la metà dei web magazine sono realtà autonome e indipendenti, non hanno sponsor e sopravvivono tendenzialmente attraverso pubblicità commerciale».

L’idea alla base del 60% del campione è quello di «fare un giornalismo ben fatto rispetto a quello che già esisteva».

Nel 40% dei siti è presente più di un giornalista, nessuno nel 12%. L’indagine divide i web magazine sulla base di cinque tematiche prevalenti: sport; cronaca e informazione; turismo e tempo libero; economia e technicality; cultura e spettacolo.

Il 54,8% dei siti web monitorati sono realtà autonome e indipendente; per il 63% si fa conto sulla pubblicità commerciale; in quasi due terzi dei siti ci sono fino a cinque collaboratori (62,7% dei casi).

Il 57,3%% vuole fare informazione corretta sui propri temi. Fra i siti senza giornalisti è più prevalente l’obiettivo della divulgazione di contenuti di cui si è autori (sui siti culturali più di quelli di informazione). Per il 60,7% dei siti l’attività principale è il giornalismo; per il 18% la divulgazione.

 

Digito ergo sum. 24 gennaio 2023

 

Il futuro dei giornali cartacei

Cosa pensano i siti web sul futuro dei giornali cartacei? Le valutazioni sono diverse. Per il 18,9% dei siti sono destinati a scomparire entro qualche anno; per il 23,7% resteranno autorevoli anche in futuro; per il 55,6%, la maggioranza, possono avere un diverso ruolo nell’informazione. «Oltre la metà degli intervistati – spiega Natale – ritiene che i giornali cartacei debbano cambiare un po’ forma, cambiando le modalità di interazione con il pubblico. L’dea è che il giornale cartaceo debba diventare un momento di approfondimento delle notizie».

L’83,9% dei siti ha un responsabile che dà l’autorizzazione alla pubblicazione dei contenuti, mentre nel 16,1% dei casi gli autori sono autonomi. In quanto alla sostenibilità economica, l’indagine evidenzia anche che nel 23% dei siti è tutto volontariato, soprattutto per quelli che veicolano cultura.

Il 71,9% dei siti è interessato a un contatto con l’Ordine dei giornalisti. Come? Creando un percorso per iscrizione all’Ordine (circa il 28% dei casi) e con la creazione di un Albo per i creatori di siti web (39,8% delle risposte).


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