Il Salvagente Zero Truffe, il Tar conferma la multa a Editorialenovanta
Il Salvagente Zero Truffe, il Tar conferma la multa a Editorialenovanta
Il Tar del Lazio ha confermato la multa da 25 mila euro inflitta dall’Antitrust alla società editrice Editorialenovanta per il bollino “Certificato Il Salvagente Zero Truffe”
Il Tar del Lazio conferma la sanzione da 25 mila euro inflitta dall’Antitrust alla società Editorialenovanta, editrice del mensile Il Salvagente, per pratica commerciale scorretta relativa all’iniziativa “Zero Truffe”.
La multa dell’Antitrust era scattata nel 2022 e riguardava, secondo le contestazioni dell’Autorità, la presentazione e attuazione dell’iniziativa “Zero Truffe” (reclamizzata sul sito internet https://zerotruffe.it) che comporta il rilascio, alle aziende che ne facevano richiesta, del diritto di utilizzare il bollino “Certificato Il Salvagente Zero Truffe”, sul packaging, che attesterebbe la qualità dei prodotti e la “virtuosità” dell’azienda.
Il Tar del Lazio con sentenza ha oggi confermato la sanzione per pratica commerciale scorretta per le modalità d’informazione ai consumatori, considerate non trasparenti (Fonte: Ansa).

Zero Truffe, le contestazioni
La condotta riguardava le modalità di presentazione e attuazione dell’iniziativa Zero Truffe, col rilascio del diritto di utilizzare un segno distintivo, costituito appunto dal bollino “Certificato Il Salvagente Zero Truffe”, e nell’omettere informazioni quali la natura di strumento di marketing del bollino e il suo carattere oneroso.
L’Antitrust aveva contestato anche le modalità con era stato effettuato un test comparativo sull’olio extravergine di oliva nel 2021. La testata, da parte sua, sottolineava che quella del test dell’olio “è un’inchiesta giornalistica, non giudiziaria”; una questione che riguarda dunque la libertà di stampa e non la pubblicità regolamentata dal Codice del Consumo.
Con l’impugnativa oggi decisa, si legge sull’Ansa, la società ricorrente lamentava i “tempi” della contestazione da parte dell’Antitrust e l’erroneità della contestazione di scorrettezza della pratica sanzionata. Il Tar, dopo aver ricordato che il provvedimento sanzionatorio “è stato adottato dopo una congrua istruttoria”, ha respinto in premessa la censura sui tempi del procedimento, ritenendo lo “sviluppo preistruttorio del tutto ragionevole sotto il profilo temporale, in nulla lesivo del diritto di difesa della ricorrente”. I giudici hanno poi ritenuto che “in modo del tutto plausibile e con giudizio logico che resiste al sindacato estrinseco del TAR, l’Autorità ha ritenuto che il bollino/certificazione ‘Salvagente/Zero Truffe’ fosse in grado di influenzare i consumatori“; in più sarebbe stato “utilizzato impropriamente il termine ‘certificazione’ per descrivere una sorta di ‘garanzia di qualità’ che però è rilasciata da un soggetto privato e su espressa richiesta della stessa ditta certificata” (Ansa).

