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Nomine Rai, la richiesta delle associazioni per direttori attenti all'ambiente

Più spazio dedicato all’ambiente. E una Rai che sia in grado di informare in modo adeguato sulle riforme green e sulla transizione ecologica. Un cartello di associazioni della società civile, ambientaliste e animaliste, ha scritto ai vertici della Rai chiedendo che l’imminente scelta dei direttori di rete sia indirizzata verso professionisti «capaci e sensibili sui temi dell’ambiente» e che almeno una delle tre reti principali sia diretta da un/una giornalista super partes, e per questo in grado di costruire un palinsesto coerente con questi obiettivi.

Il piatto, come si dice, è ghiotto perché a ottobre scadono le cariche da direttore di Tg1, Tg2, Tgr e Raisport.

La Rai e la coscienza ecologica

In vista delle prossime nomine Rai, un gruppo di associazioni (Animal Equality, CIWF Italia Onlus, ENPA, Essere Animali, Greenpeace, LAV, LIPU, LNDC, OIPA, WWF) ha scritto al presidente della Rai Marinella Soldi e all’Amministratore Delegato Carlo Fuortes per chiedere che sia interrotta «la tradizione di una Rai terreno di conquista di una politica che, da anni ormai, ha utilizzato il servizio pubblico per la propria propaganda e non per migliorare la società, la cultura, la consapevolezza verso i temi di maggiore impatto per le generazioni future».

Le associazioni chiedono dunque un direttore di rete che «accordi all’ambiente e a tutte le sue tematiche l’importanza che ha per la vita di tutti noi».

Il momento, c’è da dire, è delicato ed è caratterizzato dalla crisi ambientale, dall’emergenza climatica e dalla pandemia. All’orizzonte c’è inoltre una transizione ecologica che va anche comunicata con parole adeguate all’opinione pubblica. Senza contare i provvedimenti improntati alla sostenibilità e al green che arrivano dall’Europa e che dovranno essere realizzati da qui ai prossimi anni.

«Per condurre l’Italia alla transizione ecologica di cui ha tanto bisogno e che anche l’Europa ci chiama ad attuare è fondamentale coinvolgere i cittadini e fare comprendere agli italiani quali sfide ci attendono nell’immediato futuro – dichiarano le associazioni – Non possiamo più attendere che le trasformazioni ci travolgano, che la prossima pandemia ci colpisca, che le riforme green vengano poco comprese: se vi è un organo che può informare ed educare gli italiani ad una maggiore coscienza ecologica questa è la Rai».

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Redazione
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