persona legge giornale con titolo the daily fake news

Coronavirus, informazioni, fake news

Note audio che girano incontrollate, tentativi di phishing, assurde promesse di tamponi che verrebbero fatti a domicilio. Non c’è limite alle truffe che vengono messe in circolazione anche in epoca di epidemia. E basta un giro rapido sui principali canali twitter istituzionali, dal ministero della Salute alle forze di polizia, dal Viminale alla Regione Lazio, per trovare un campione non certo esaustivo di smentite ai tentativi di truffa che girano. Molti online, attraverso note vocali e messaggi di dubbia provenienza che rimbalzano senza controllo di catena in catena, di chat in chat.

 

 

Regione Lazio: tampone casa per casa? È una truffa

E così solo ieri la Regione Lazio twittava: «#coronavirus – sta girando una finta nota audio che annuncia che sarà eseguito il tampone casa per casa. È una truffa. Invitiamo i cittadini a non diffondere questa bufala e a non aprire la porta ad operatori senza tesserino e senza aver avuto un contatto telefonico precedente».

Il Ministero della Salute, a sua volta, ha lanciato l’ allerta su twitter chiedendo appunto di fare attenzione alle truffe.

«Il test per il #Covid_19 viene effettuato solo in laboratori del SSN e solo se il tuo medico ritiene sia necessario. In questo caso ti verrà indicato come procedere».

 

Viminale: fake news con l’impaginazione del nostro sito

Questo del tampone è solo una delle bufale che circolano. Un’altra si è riprodotta diverse volte, addirittura su falso logo del Viminale. E anche il Ministero dell’Interno ha deciso di ricorrere a twitter per diffondere l’allerta.

«Continua la diffusione di #fakenews con la stessa impaginazione del sito web del ministero dell’Interno. Fai attenzione e segnala le false notizie alla #PoliziaPostale».

La bufala in questo caso è sempre quella del “biocontenimento” e dei checkpoint militari, una roba che era stata smentita qualche giorno fa anche dalla Protezione Civile cui era falsamente attribuita.

 

 

Polizia postale: non è l’app sul virus, è phishing

Ci sono poi le truffe più “tradizionali”, laddove per tradizionale si intende il tentativo di agganciarsi all’epidemia per truffare le persone via email e carpire dati personali via phishing.

«Il Coronavirus non ferma i criminali del web, che non si fanno scrupoli ad approfittare del rischio di epidemia in corso per architettare nuove ed insidiose frodi informatiche», denuncia la Polizia Postale che mette in guarda contro una nuova campagna di phishing legata all’epidemia attraverso mail che nascondono malware.

La campagna trovata dal Centro Nazionale Protezione Infrastrutture Critiche CNAIPIC della Polizia Postale e delle Comunicazioni è legata all’epidemia e fa finta di diffondere un’app per monitorare la diffusione del virus nel mondo.

Spiega la Polizia che «è in atto un massivo invio di messaggi email e non solo, del malware infostealer AZORult. Nella circostanza i criminali hanno spacciato la minaccia informatica per un’applicazione che mostra la mappa della diffusione del virus nel mondo: la GUI (Graphical User Interface) che risulta particolarmente verosimile a quella ospitata sui sistemi della Johns Hopkins University (ArcGIS). Il virus AZORult, oltre a scaricare ulteriori minacce nelle macchine colpite, è in grado di raccogliere informazioni come nome, ID/password, numero della carta di pagamento, cryptovalute e altri dati sensibili presenti nei browser; alcune varianti consentono anche connessioni di tipo Remote Desktop Protocol (RDP)».

L’invito è semplice: diffidare dal messaggio e da testi simili e non aprire gli allegati.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)