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Libertà di accesso alla Rete, MDC sostiene la “Dichiarazione per il futuro di internet” (foto pixabay)

Libertà di accesso alla Rete, diritto alla Net Neutrality, pieno sostegno alla nuova “Dichiarazione per il futuro di internet” che è stata approvata a fine aprile da decine di Stati, fra cui l’Italia, ma è rimasta abbastanza nascosta al dibattito pubblico. Sono gli obiettivi del Movimento Difesa del Cittadino che prosegue la sua campagna sul modem libero e sull’importanza dell’accesso alla rete.

«Raggiungere gli obiettivi europei di trasformazione digitale in netto anticipo sui tempi, portando connessioni a 1 Gbps su tutto il territorio nazionale entro il 2026 come previsto dal PNRR nel rispetto sia degli interessi dei cittadini, sia di un mercato competitivo, sia dei principi di una internet aperta e neutrale»: questo uno degli obiettivi delle iniziative della campagna Modem Libero che il Movimento Difesa del Cittadino sta proseguendo in Italia nell’ambito del progetto SPID – Sostenere la Partecipazione alla Innovazione Digitale.

 

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Progetto SPID Mdc

 

SPID partecipazione all’innovazione digitale

Il progetto SPID vuole contribuire alla Transizione digitale. L’obiettivo è l’aumento della conoscenza delle tecnologie digitali in generale e il rafforzamento della cultura digitale al servizio della tutela dei diritti dei cittadini consumatori.

MDC dopo la battaglia vinta insieme alla Free Modem Alliance per la libertà di scelta del modem da parte dei consumatori italiani, spesso costretti ad acquistare i costosissimi apparati imposti dagli operatori, continua a vigilare sul rispetto degli obblighi del Regolamento UE 2120/15 ed a difendere la libertà di accesso alla rete in Italia. L’autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con la delibera n. 348/18/CONS, ha infatti confermato nel nostro Paese il diritto degli utenti di effettuare la scelta del proprio terminale, stabilendo al contempo specifici obblighi che gli operatori sono tenuti a rispettare.

«Gli operatori di reti pubbliche di comunicazione ed i fornitori di servizi di comunicazione non possono rifiutare di collegare alla propria rete l’apparecchiatura terminale scelta dall’utente, purché questa soddisfi i requisiti previsti dalla normativa nazionale ed europea, né potranno imporre oneri aggiuntivi, ritardi ingiustificati o discriminare la qualità dei servizi offerti».

I fornitori di accesso alla rete devono dare informazioni adeguate sulle modalità di connessione alla rete e di configurazione dell’apparato sostitutivo o integrativo prescelto.

Dichiarazione per il futuro di internet

MDC sottolinea poi la necessità di aumentare l’attenzione di opinione pubblica e istituzioni sulla Net Neutrality, «visto lo scarso risalto che ha avuto sui media la “Declaration for the Future of the Internet”: un documento ufficialmente approvato dagli Stati Uniti d’America, insieme ad altri 60 Paesi e partner tra cui la Commissione Europea e l’Italia il 28 Aprile scorso».

I principi enunciati nella Dichiarazione fanno riferimento a un ecosistema digitale in cui:

  • I diritti umani e le libertà fondamentali e il benessere di tutti gli individui sono tutelati e promossi;
  • Tutti possono connettersi a Internet, indipendentemente da dove si trovano, anche attraverso un maggiore accesso, convenienza e competenze digitali;
  • Gli individui e le aziende possono fidarsi della sicurezza e della riservatezza delle tecnologie digitali che utilizzano e che la loro privacy è protetta;
  • Le aziende di tutte le dimensioni possono innovare, competere e prosperare in base ai propri meriti in un ecosistema equo e competitivo;
  • L’infrastruttura è progettata per essere sicura, interoperabile, affidabile e sostenibile;
  • La tecnologia viene utilizzata per promuovere il pluralismo e la libertà di espressione, la sostenibilità, la crescita economica inclusiva e la lotta al cambiamento climatico globale.

Ma è sull’accesso alla rete che l’associazione ribadisce i principi cui si dovranno attenere istituzioni e operatori: no alla chiusura di Internet imposta dal Governo o alla riduzione dell’accesso domestico alla Rete; bisogna astenersi dal bloccare o degradare l’accesso a contenuti, servizi e applicazioni legali su Internet, coerentemente con i principi di Net Neutrality soggetti alla legge applicabile, inclusa la legge internazionale sui diritti umani.


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