Registro pubblico delle opposizioni, se il freno al telemarketing funziona solo un po’ e solo per pochi fortunati (foto: pixabay)

Registro pubblico delle opposizioni, abbiamo un problema. Solo una minoranza dei consumatori che si è iscritta al Registro segnala che le telefonate di telemarketing sono sparite. Il 10% circa, secondo un’indagine fatta dall’Unione Nazionale Consumatori. Oltre un quarto degli intervistati dice invece che non sono affatto diminuite. Secondo il Codacons, nonostante a oggi ci siano stati 3,4 milioni di iscrizioni, il nuovo Registro pubblico delle opposizioni si sta rivelando “un flop”.

Registro pubblico delle opposizioni, al via il 27 luglio

Il nuovo Registro pubblico delle opposizioni è partito lo scorso 27 luglio, è esteso a tutti i numeri telefonici nazionali, fissi e cellulari, e permette al cittadino di opporsi alle chiamate di telemarketing indesiderato. L’iscrizione annulla anche i consensi rilasciati in precedenza, tranne quelli con i gestori delle utenze e quelli che saranno autorizzati dopo l’iscrizione. Con il nuovo servizio l’operatore deve consultare il registro mensilmente e comunque prima di svolgere le campagne pubblicitarie al telefono.

Il nuovo strumento è arrivato con grande ritardo – dopo oltre quattro anni dall’entrata in vigore della norma che prevedeva l’iscrizione anche dei numeri cellulari. E le associazioni dei consumatori da subito hanno sollevato il dubbio che non sarebbe stato affatto facile far rispettare la promessa, quella di non ricevere più telefonate promozionali e di telemarketing indesiderate.

Di certo c’è anche che il meccanismo non facilita l’opzione, perché bisogna attivamente iscriversi per tirarsi fuori dal telemarketing e per non ricevere chiamate indesiderate, e questo già esclude i cittadini e consumatori che non si iscrivono perché poco informati o poco digitali.

 

 

Codacons: il Registro pubblico delle opposizioni è un flop

Per il Codacons, allora, nonostante le numerose iscrizioni «il nuovo Registro pubblico delle Opposizioni si rivela un flop, e finisce all’attenzione del Garante per la Privacy, dell’Antitrust e della Procura di Roma».

Dopo le segnalazioni di cittadini che, nonostante l’iscrizione, continuano a ricevere telefonate commerciali dai call center, il Codacons si è rivolto al Garante Privacy e all’Antitrust. Secondo l’associazione circa il 60% degli utenti iscritti al Registro continua a essere bersagliato da chiamate di operatori che offrono servizi e contratti. Il 40% circa delle telefonate commerciali ricevute dagli utenti propone contratti di forniture per luce e gas, mentre il 32% è legato al mondo della telefonia; il 28% riguarda trading e investimenti. L’associazione denuncia anche un aumento delle chiamate provenienti da sistemi automatizzati. Così si è rivolta al Garante Privacy, cui chiede di indagare sul mancato rispetto del Codice della Privacy, e all’Antitrust cui chiede di avviare un’istruttoria con l’ipotesi di pratica commerciale scorretta.

«In tempi non sospetti avevamo previsto il possibile flop del nuovo Registro, e i numeri ci danno purtroppo ragione – dice il presidente Carlo Rienzi – Le falle che caratterizzano questo strumento e gli interessi miliardari che ruotano attorno al settore del telemarketing impediscono oggi di porre davvero fine all’odioso fenomeno delle telefonate selvagge».

UNC: le telefonate sono sparite solo per un consumatore su dieci

«Di male in peggio per chi si è iscritto al nuovo Registro pubblico delle opposizioni sperando di non essere più chiamato» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

L’associazione ha condotto una nuova indagine (la prima è stata fatta a un mese dal Registro) dalla quale risulta che le telefonate moleste rispetto ad agosto sono aumentate.

«Se all’inizio i call center abusivi, esteri o comunque irrispettosi delle leggi, temendo sanzioni, sono stati cauti nel fare chiamate indesiderate, ora, dopo 3 mesi in cui tutti i trasgressori sono rimasti impuniti, hanno deciso di tornare alla carica, infischiandosene di consultare gli elenchi e di chi ha cancellato tutti i precedenti consensi iscrivendosi al nuovo Registro», spiega Dona.

Dopo l’iscrizione al registro delle opposizioni, le telefonate sono “sparite” solo per il 10,1% dei partecipanti alla survey dell’Unione nazionale Consumatori; sono invece diminuite per il 56,9% (per il 35,4% sono diminuite solo un po’, per il 21,5% parecchio). Se per il 67% degli intervistati c’è stato un passo avanti rispetto al passato, è decisamente rilevante e “preoccupante” – prosegue l’associazione – che per il 25,3% le telefonate non siano scese e per il 7,6% siano persino aumentate, opzione che non era emersa nell’indagine di agosto.

«Se si considera che le leggi in vigore non dovrebbero essere un optional, è intollerabile che solo per il 10,1% dei consumatori la normativa sia effettivamente rispettata – dice Dona – Urge che il nuovo Parlamento introduca un indennizzo automatico per ogni telefonata molesta ricevuta da chi si è iscritto al Registro, e che le sanzioni diventino davvero dissuasive».

Come si segnalano i trasgressori?

Come si segnalano i trasgressori? Di seguito i consigli dell’UNC.

E’ nostro diritto sapere dove è stato reperito il nostro numero (cioè il soggetto a cui abbiamo ceduto i dati per usi pubblicitari). L’operatore del call center deve rispondere adeguatamente e se gli viene chiesto di cancellarci, lo deve fare.

Il nostro consenso può essere revocato esercitando il diritto di opposizione e presentando un’istanza al titolare del trattamento dei dati, chiedendo di essere cancellati, oppure iscrivendosi al nuovo Registro.

Se non cancellano i vostri dati potete fare una segnalazione al Garante della Privacy.

Se vi siete iscritti al nuovo Registro delle opposizioni e vi chiamano lo stesso, dovete interrompere il discorsetto dell’operatore e chiedere il nome della società per conto della quale vi sta chiamando e il prodotto che intende vendervi.

Solo dopo aver acquisito questi dati, fate presente che siete iscritti al Registro delle opposizioni e che quindi non potevano chiamarvi.

Fate una segnalazione al Garante della privacy compilando l’apposito modulo dove è utile indicare 5 cose: Giorno della chiamata; Ora della chiamata; Numero del chiamante se non anonimo; Società che ha effettuato la chiamata; Prodotto offerto con la telefonata.


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Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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