Altroconsumo rilancia la petizione, che ha già ottenuto 7900 adesioni, per un’asta pubblica sulle frequenze televisive. La storia va avanti da parecchi mesi, ma sta finalmente giungendo al termine: il Governo ha annullato il beauty contest con cui il precedente Ministero dello sviluppo economico aveva deciso di assegnare gratuitamente le nuove frequenze digitali terresti agli operatori televisivi.
L’iniziativa era stata contrastata su vari fronti, soprattutto dopo che Sky aveva deciso di ritirarsi dalla gara, lasciando come unici concorrenti Rai e Mediaset. Questo avrebbe rafforzato ulteriormente il vecchio duopolio televisivo italiano, anche nel nuovo contesto digitale. E poi c’era la questione delle risorse: perché rinunciare ad un significativo introito per le casse pubbliche derivante dalla vendita delle frequenze? E perché questa disparità di trattamento con le frequenze per la banda larga che, invece, sono state vendute?
Altroconsumo e Femi (Federazione media digitali indipendenti) hanno inviato qualche giorno fa al Ministro dello sviluppo economico una formale istanza perché il Governo intervenisse sulla procedura di questa gara, annullandola e avviando al suo posto un’asta pubblica come si è fatto con le frequenze per la banda larga di internet mobile. Il Governo si è ora impegnato in questo senso. “Di questi tempi, l’Italia non si può certo permettere di rinunciare a qualche miliardo di entrate nelle casse dello Stato”.
 


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