Spoofing, Agcom: da agosto bloccate 43 milioni di chiamate (Foto Moose Photos per Pexels)

Arrivano i primi blocchi per le chiamate dall’estero “camuffate” come provenienti dall’Italia. E i primi risultati delle misure contro lo spoofing introdotte dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni  con un nuovo Regolamento Agcom.

Questo prevede appunto il blocco delle chiamate telefoniche provenienti dall’estero con CLI (identità del chiamante) di rete fissa. Dal 19 agosto sono state bloccate circa 43 milioni di chiamate, pari a 1 milione e 300 mila telefonate di spoofing al giorno. Il dato si basa su report parziali degli operatori e su un periodo di tempo limitato (fra l’altro, in tempi di ferie) ma l’Agcom parla comunque di “una cifra considerevole che rappresenta, in tutto il periodo, il 5,74% del totale delle chiamate ricevute dagli italiani. In un primo periodo il tasso di spoofing ha toccato anche soglie del 60%”.

Da chi arriva la telefonata?

Lo spoofing è una tecnica che consiste nel camuffare il numero di chi chiama, facendolo apparire come se arrivasse da un’istituzione pubblica o da un’azienda affidabile. L’Agcom ha dunque approvato un nuovo Regolamento con disposizioni a tutela degli utenti che introduce un sistema di doppio filtro tecnologico per bloccare le chiamate dall’estero con numeri falsificati. Spesso la telefonata arriva infatti dall’estero e dietro la chiamata c’è un tentativo di raggiro. Il consumatore spesso risponde, perché convinto che la telefonata sia autentica.

Con la delibera n. 106/25/CONS l’Agcom ha introdotto una serie di misure per contrastare lo spoofing che interessa le chiamate telefoniche, che consiste appunto nella manipolazione dell’informazione che trasporta l’identità del chiamante (CLI) per impedirne l’identificazione e la richiamabilità. La pratica è vietata dalla normativa e regolamentazione italiana.

Quante sono le chiamate di spoofing bloccate?

Il contrasto allo spoofing, spiega l’Agcom, attualmente si è concentrato sulle chiamate dall’estero – da dove proviene buona parte delle telefonate – e ha introdotto dei “filtri” in grado di bloccare le chiamate telefoniche con CLI palesemente alterato prima della loro immissione nelle reti nazionali. Per le CLI di rete fissa, le misure di blocco sono entrate in vigore il 19 agosto. Per le CLI di rete mobile invece le misure di blocco partiranno entro il prossimo 19 novembre.

L’Agcom riporta una tabella con i dati dei blocchi riferiti da diversi operatori, il periodo di riferimento, il numero di chiamate e blocchi e la relativa percentuale sul totale delle chiamate nel periodo rilevato. Contro lo spoofing, dunque, da agosto il totale delle chiamate bloccate è del 5,74% nel computo complessivo. Ci sono con forti differenze fra operatori: si va da quelli che hanno bloccato fino al 97,51% a quelli che si sono fermati a 0,26%, ad altri valori molto diversi che vanno dal 3,23% al 53,28%. I nomi degli operatori però non sono indicati e anche l’arco temporale non è sempre lo stesso.

Valutare nei prossimi mesi

C’è stata, spiega ancora l’Autorità, “una riduzione strutturale dei tentativi di spoofing a partire dalla data di implementazione del blocco”.

Il traffico telefonico è poi molto variabile. “I volumi totali di chiamate, e di conseguenza anche quelli delle chiamate bloccate, subiscono una drastica riduzione durante i fine settimana – spiega l’Autorità – Questa fluttuazione appare coerente con i normali pattern di traffico, che vedono una riduzione delle attività commerciali e di telemarketing, spesso all’origine delle chiamate fraudolente, durante i giorni non lavorativi. Un calo ancora più marcato si registra durante il periodo di ferie estive, in particolare nella settimana di Ferragosto. Per quanto riguarda il confronto fra i diversi operatori, poiché la misura adottata è identica, il differente numero di blocchi sembra dipendere dalla composizione del traffico in ingresso presso ciascun operatore”.

Per valutare meglio i filtri allo spoofing bisognerà aspettare i periodi successivi, quelli post ferie, da settembre in avanti.

L’Agcom avvisa poi che “l’evoluzione più probabile del fenomeno è uno spostamento verso CLI mobili italiani o verso CLI internazionali di Paesi terzi”.

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