I Consumatori e le misure anti-spoofing (Foto Pixabay)
Misure anti-spoofing, Consumatori: primo passo ma non basta
Le misure anti-spoofing introdotte dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sono un primo passo. Ma il problema del telemarketing selvaggio non è affatto risolto
Le misure anti-spoofing introdotte dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sono un passo in avanti ma insufficiente a bloccare il telemarketing aggressivo. Bene dunque l’attività svolta – l’Autorità ha comunicato il blocco, dal 19 agosto, di 43 milioni di chiamate – ma il percorso a tutela dei consumatori è lungo. E la prossima tappa sarà il 19 novembre con il blocco delle chiamate con numero mobile italiano. Così le associazioni dei consumatori commentano le misure anti-spoofing dell’Agcom e i primi risultati comunicati dall’Autorità.
Passo avanti ma insufficiente
«Si tratta indubbiamente di un passo avanti importante, ma insufficiente – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Non basta, insomma, intervenire per contrastare la pratica illegale dello spoofing. Anche quando il 19 novembre si potrà intervenire contro le telefonate provenienti dall’estero con numero mobile italiano, le chiamate illegali fatte a chi è iscritto al Registro delle opposizioni continueranno copiose. Il teleselling selvaggio non dipende, infatti, solo dal camuffamento del numero telefonico del chiamante. Per questo urge anche un intervento sul piano normativo».
L’associazione chiede che si tolga valore ai contratti su luce e gas fatti al telefono e che si obblighi i call center a usare la numerazione riconoscibile indicata dall’Autorità delle comunicazioni, ossia lo 0844, modificando il Codice del Consumo per considerare pratica commerciale aggressiva anche una singola chiamata a chi è iscritto al Registro delle Opposizioni.
C’è poi anche la percentuale delle telefonate che sono state bloccate. Per il Codacons “solo una minima parte delle telefonate con finti numeri italiani, il 5,74% del totale, è stato effettivamente bloccato grazie alle misure scattate lo scorso 19 agosto. Questo perché la novità riguarda solo i finti numeri fissi italiani, che rappresentano una minima parte del problema: la maggior parte delle telefonate commerciali proviene infatti da numeri di telefonia mobile, settore per il quale il blocco scatterà solo il prossimo 19 novembre”.
Anti-spoofing, nuovo stop dal 19 novembre
La data del 19 novembre ricorre anche nel commento di Assoutenti.
«Per avere un quadro completo e valutare la reale efficacia dei nuovi provvedimenti studiati dall’Agcom occorrerà attendere novembre, quando scatterà lo stop anche per le finte numerazioni di rete mobile, quelle cioè che più di tutte colpiscono gli utenti – afferma il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Per adesso l’unica strada per combattere realmente il teleselling selvaggio risiede nell’applicazione concreta dell’art. 66 quinques del Codice del consumo, che rende nulli i contratti non richiesti dai consumatori: una tutela sostanziale a valle che va applicata con rapidità ed efficienza».
Due chiamate al giorno da sconosciuti
Le misure anti-spoofing sono un primo risultato concreto ma non bisogna abbassare la guardia.
Anche perché, spiega la presidente Adoc nazionale Anna Rea, «nonostante gli sforzi normativi, le chiamate indesiderate e le truffe telefoniche sono ancora all’ordine del giorno, con un giro d’affari di milioni di euro. Dalle nostre stime – continua Anna Rea – ogni persona riceve in media 2 chiamate al giorno da numeri sconosciuti. Non si tratta solo di offerte commerciali, ma anche di finti sondaggi, messaggi preregistrati e tentativi di raggiro. I settori più aggressivi sono quelli dell’energia, telefonia, assicurazioni e investimenti, che rappresentano circa il 40% del totale delle chiamate moleste; le chiamate automatizzate (robot-call) rappresentano il 30% delle telefonate indesiderate; il 15% delle chiamate sono sondaggi o ricerche di mercato; il restante 15% riguarda promozioni generiche, vendite aggressive o chiamate senza scopo chiaro».

