Infanzia e adolescenza, povertà educativa

Dal 13 settembre si torna a scuola nella maggior parte delle Regioni, fatta eccezione per l’Alto Adige, che ha suonato la prima campanella proprio oggi. Manca poco, ma tra Green pass, mascherine, misure anti Covid, trasporti, i dubbi sono ancora tanti.

Scuola, misure di sicurezza

La scuola riparte in presenza, dunque, ma restano in vigore le misure di sicurezza già note, come ha ribadito anche il ministro Bianchi in occasione della conferenza stampa del 2 settembre: “mascherina, i distanziamenti laddove possibili, le regole di igiene fondamentale”. Si raccomanda, inoltre, un frequente ricambio d’aria.

Secondo i dati diffusi dal premier Draghi e dal ministro Bianchi durante la conferenza stampa, ad oggi il 91,5% del personale si è vaccinato. Aumenta, inoltre, il numero dei vaccinati tra i giovani, con particolare riguardo ai ragazzi e alle ragazze tra i 16 e i 19 anni: circa il 70% ha ricevuto almeno una dose di vaccino e quasi metà è pienamente vaccinata.

L’auspicio espresso dal ministro Bianchi, e ribadito anche dal ministro Speranza, è che si arrivi presto a un numero molto alto di classi in cui tutti i ragazzi oltre che gli insegnanti saranno vaccinati. Questo potrebbe consentire, infatti, di alleggerire ulteriormente le misure a partire proprio dalla questione delle mascherine che – ha spiegato il ministro Speranza – “possono essere abbassate nelle classi dove tutti sono vaccinati”.

Le “scuole sentinella”

Accanto alle principali raccomandazioni indirizzate alle scuole, contenute nel Rapporto Indicazioni strategiche ad interim per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico, è stato preparato anche un Piano di monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 destinato alla scuola primaria e secondaria di primo grado, con l’obiettivo di sorvegliare, attraverso una “rete di scuole sentinella” la diffusione del virus in ambito scolastico anche in soggetti asintomatici.

Tali scuole saranno indicate dalle autorità sanitarie regionali in collaborazione con gli uffici scolastici e la campagna coinvolgerà almeno 55mila alunni ogni 15 giorni.

Il piano prevede test molecolari salivari condotti, su base volontaria, su alunni nella fascia di età 6-14 anni delle scuole primarie e secondarie di primo grado presenti sul territorio nazionale.

In una prima fase “di avviamento” le attività di raccolta dei campioni potranno essere eseguite nella sede scolastica con l’ausilio di personale sanitario, individuato dalle Asl competenti o dal personale della struttura commissariale. Successivamente, la raccolta dei campioni verrà effettuata in ambito familiare rispettando le istruzioni che garantiscono la correttezza della sua esecuzione.

In questo modo il prelievo potrà essere effettuato in modo autonomo dalla famiglia e il test consegnato nei punti di raccolta.

 

Scuola ripartenza

 

Il Green pass

Uno dei temi più dibattuti è quello relativo all’obbligo del Green pass per il personale scolastico, che costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle prestazioni lavorative.

Pertanto, secondo quanto previsto dal decreto-legge del 6 agosto, il mancato rispetto di tale requisito è considerato assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso.

Il Garante Privacy, intanto, ha espresso parere favorevole sulle modalità semplificate di verifica del Green pass del personale scolastico, che dovrà essere effettuato quotidianamente prima dell’accesso dei lavoratori in sede.

Il controllo avverrà attraverso il Sistema informativo dell’istruzione-Sidi e la Piattaforma nazionale-DGC. Resta, inoltre, utilizzabile l’App VerificaC19.

Scuola e trasporti

Resta ancora aperta la questione dei trasporti pubblici e della possibilità di prevedere ingressi scaglionati per gli studenti, al fine di ridurre il rischio di sovraffollamento.

Sulla questione è intervenuta Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, secondo cui “gli ingressi in orari differenziati possono compromettere riposo, gioco, sport, attività culturali, ricreative ed educative”.

“Sono state previste misure e risorse per i trasporti e anche questo è positivo, a patto che siano adottati i piani di trasporto locale – ha affermato il Garante. – Qualora non ci fosse sufficiente disponibilità di mezzi o di corse, per evitare pericolosi affollamenti, i tavoli di coordinamento previsti presso le prefetture potrebbero scegliere di differenziare l’orario di ingresso a scuola, se non addirittura imporne l’articolazione in turni antimeridiani e pomeridiani. Queste soluzioni potrebbero compromettere i diritti al riposo, al gioco, allo sport, alle attività culturali, ricreative ed educative riconosciuti a bambini e ragazzi dalla Convenzione di New York”.

Per questa ragione l’Autorità ha scritto al Ministro dell’interno Luciana Lamorgese e ha indirizzato una nota anche al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga, al Presidente dell’Anci Antonio Decaro e, per conoscenza, al Premier Draghi e al Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi.

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