Benzinai, sciopero confermano il 25 e 26 gennaio (fonte immagine Pixabay)

I benzinai confermano lo sciopero del 25 e 26 gennaio. Le organizzazioni dei gestori Faib, Fegica, Figisc-Anisa in conferenza stampa al termine dell’incontro con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso hanno annunciato che lo sciopero è confermato. Per il presidente nazionale di Figisc Confcommercio, Bruno Bearzi «c’è stato uno sforzo per ridurre le sanzioni ma rimane l’obbligo del cartello» così «il messaggio che rimane è che siamo una categoria da tenere sotto controllo perché speculiamo». Sciopero confermato, dunque, anche se «fino all’ultimo momento siamo disponibili a vedere se troviamo margini di manovra» (fonte: Ansa).

Prosegue dunque la “telenovela” dello sciopero e della sua tempistica dopo la sua proclamazione, lo scorso 12 gennaio, a seguito dell’aumento del costo dei carburanti, passando attraverso il “congelamento” della mobilitazione e poi la sua ripresa dopo l’entrata in vigore del decreto trasparenza sui prezzi.

Ieri la Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha definito “regolare la formale proclamazione” dello sciopero ma ha invitato le associazioni a “valutare l’opportunità di ridurre la durata complessiva della chiusura degli impianti” al fine di “limitare i disagi a cui, inevitabilmente, andrebbero incontro i cittadini utenti, a fronte di una prolungata chiusura dei distributori di carburante sulla rete ordinaria e autostradale”.

 

Le Associazioni dei Consumatori incontrano il ministro Urso
Le Associazioni dei Consumatori incontrano il ministro Urso

UNC: pessima notizia

Critica la reazione dell’Unione Nazionale Consumatori che considera la conferma dello sciopero una “pessima notizia”. Commenta a stretto giro il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona: «Vorremmo capire quali sono le concessioni del Governo in materia di sanzioni, considerato che scendevano da 516 a 500 euro e che la sospensione dell’attività era solo fittizia e teorica, visto che poteva, e non doveva, scattare solo alla quarta violazione, ossia mai. Insomma, il presupposto minimo della trasparenza è che i benzinai comunichino almeno i loro prezzi e non lo facciano in modo farlocco, come invece abbiamo denunciato anche all’Antitrust dal marzo del 2022. Se 4000 benzinai non comunicano i prezzi vuol dire che le sanzioni vanno perlomeno decuplicate».

«Il Governo – prosegue Dona – sembra fare l’opposto di quello che dovrebbe fare, visto che invece non concede nulla ai distributori sull’esposizione del cartello del prezzo medio, che in effetti presenza profili di illegittimità in materia di concorrenza, dato che potrebbe diventare un punto di riferimento per accordi collusivi. Molto più utile un’app che appena aperta dia i 3 distributori con i prezzi più bassi in un raggio di chilometri predefinito dal consumatore, cosa che abbiamo chiesto di fare da oltre 1 anno all’allora Mise».


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