Caro bimbo, Federconsumatori: nel primo anno i genitori spendono fino a 17 mila euro (Foto di Iuliia Bondarenko da Pixabay)

Il primo compleanno del bambino va festeggiato. Spesso con una festa in grande stile, in un trionfo di palloncini e torta che fa stringere la famiglia intorno al primo anno di vita di quel delizioso bimbetto, di quella tenera bimba che allo scoccare dei 12 mesi avrà fatto spendere ai suo genitori… fino alla bellezza di oltre 17 mila euro. Il caro bimbo è certo tema complesso come del resto lo è la genitorialità e tutto quello che ruota intorno a quell’incandescente argomento che è la natalità e il suo calo – per ragioni di lavoro, per la precarietà occupazionale, per l’assenza di welfare familiare, perché i giovani fanno fatica e i meno giovani pure, perché i servizi sono scarsi, perché la cultura è diversa … elenco che potrebbe continuare con mille altre ragioni tutte incastrate nel grande tema generale.

Il caro bimbo certo è variabile perché dipende dalle spese che una famiglia decide di affrontare. Ma non tutte le spese sono comprimibili.

Il risultato è che “mantenere un bambino nel 1° anno di vita diventa sempre più difficile (e costoso). Nel 2024 i neo-genitori spendono da 7.431,58 a 17.585,78 euro, il +4% rispetto al 2023”.

Questo i risultati del tradizionale monitoraggio sul “caro bimbo” nel primo anno di vita svolto dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

Federconsumatori: ecco tutte le voci del caro bimbo

“Dallo studio – afferma Federconsumatori – emerge che il costo complessivo per mantenere un bambino nei suoi primi 12 mesi di vita varia da un minimo di 7.431,58 euro fino ad un massimo di 17.585,78 euro. Rispetto al 2023, mediamente, si registra un aumento complessivo del +5% per i costi minimi e del +3% per i costi massimi”.

Ma come si arriva a queste cifre?

Federconsumatori ha realizzato delle tabelle nelle quali mette a confronto i costi di una serie di voci che accompagnano la crescita del bambino dalla nascita a un anno. Dentro ci sono, fra gli altri, passeggino, lettino, fasciatoio, vestiti e calzature, seggiolino auto, culla, latte e pappe, biscotti, giocattoli e quant’altro è necessario per accogliere e crescere un bimbo.

Per ogni voce viene riportato un costo minimo e uno massimo.

Il risultato è che per un passeggino i neo-genitori possono spendere da circa 200 euro a quasi 900 euro. Per il lettino, da 330 euro a circa 900 euro. Per i vestitini, da 1.185 euro a oltre 3 mila euro.

Sui pannolini il range di spesa varia da circa 550 euro a oltre 1200 euro. Su latte e pappe, la spesa può oscillare da un minimo di circa 1790 euro a oltre 4500 euro. Sommate tutte insieme, queste voci danno una spesa che oscilla appunto fra poco meno di 7500 euro a quasi 17.600 euro. Fuori dal computo, perché sostituiscono voci diverse, c’è il costo del tris (passeggino, carrozzina e ovetto) che oscilla dai 470 euro ai 1000 euro.

“In ogni caso si tratta di costi insostenibili che, uniti alla precarietà occupazionale e alla mancanza di lavoro per i giovani, continuano a incidere pesantemente sull’andamento della natalità nel nostro Paese, dimostrando l’inefficacia delle politiche pro-natalità e di sostegno alle famiglie messe in atto fino ad ora, che andrebbero potenziate, non solo, come fatto in alcuni casi, per incrementare il numero dei figli”, afferma Federconsumatori.

 

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Alla ricerca di un po’ di risparmio

L’associazione riporta poi i costi delle stesse voci acquistate online e nei canali dell’usato per stimare il possibile risparmio.

Fra le soluzioni per risparmiare ci sono il ricorso all’usato o ai portali online per comprare il necessario, oppure l’adesione a gruppi di scambio, regalo o passamano che si trovano sui social network.

“Acquistando online il risparmio sull’importo minimo di spesa per il mantenimento di un bimbo nel primo anno di vita è del 30%, mentre su quello massimo del 36% (non considerando per ovvie ragioni i costi relativi ai beni di prima necessità quali pannolini, farmaci, biscotti, latte e pappe e le visite mediche) – spiega Federconsumatori – Il costo complessivo diminuisce ancor di più se si ricorre al canale dell’usato: comprare prodotti di seconda mano consente di risparmiare sulla spesa finale da un minimo del 53%, fino ad un massimo del 61%”.

Festeggiamenti, avanti tutta

E la voce festeggiamenti? Saranno pure costi considerevoli, ma baby shower e feste in grande stile per il primo compleanno vanno sempre più di moda. E i costi di questi eventi aumentano.

Secondo Federconsumatori nel 2024 l’allestimento di un baby shower nella propria abitazione per 25 invitati ha un costo medio di circa 876 euro. Nel caso di una festa di compleanno per 35 persone, invece, l’importo da spendere è di poco meno di 1200 euro – 1.191,94 euro con un aumento del 4% rispetto al 2023.

Il baby shower è una moda importata dall’America. È una festa, un party organizzato in genere da familiari o amici in cui la futura mamma e il nascituro vengono sommersi di regali (da qui il riferimento a shower inteso come pioggia di regali per il bambino e la madre): vestitini, scorte di pannolini, copertine, passeggini e tutto ciò di cui hanno bisogno. Il costo complessivo per organizzare un baby shower per 25 persone nella propria casa, spiega Federconsumatori, rimane elevato: tra catering, addobbi a tema, torta e giochi il party per festeggiare la nascita del neonato ha un costo medio di 876,4 euro, con un aumento del +6% rispetto al 2023. La stessa associazione afferma che la spesa “viene ricompensata dai regali e dai doni che vengono elargiti durante l’evento, grazie ai quali le mamme e i papà riescono a risparmiare sui costi relativi al mantenimento del bambino nel suo primo anno di vita”.

È di moda anche organizzare una festa in grande stile per il primo compleanno del bambino, con decorazioni, torta, palloncini, addobbi e giochi. Costo stimato per 35 invitati: quasi 1200 euro, con un aumento del 4% rispetto allo scorso anno.

E il battesimo? Fra l’allestimento della sala, il pranzo e le bomboniere, potrebbe costare da un minimo di circa 2.930 euro a 6.358 euro per 60 invitati (+4,5% rispetto al 2023). Alla voce battesimo, i costi maggiori sono per il pranzo – range di prezzo che va da 1750 euro a 3 mila euro per 60 persone – e per le bomboniere, che possono richiedere un investimento da poco meno di 500 a 1700 euro. “Sempre più di tendenza regalare del denaro attraverso un versamento su un conto corrente destinato al mantenimento del festeggiato”, conclude Federconsumatori. La “busta”, insomma, è regalo gradito.


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