Consumo di alcol in Italia, situazione allarmante (Foto Pixabay)

Consumo di alcol, ISS: 8 milioni di consumatori a rischio, quasi 4 milioni hanno bevuto per ubriacarsi

Consumo di alcol a livelli preoccupanti. ISS: non si registrano riduzioni dei consumatori a rischio che crescono nel 2022 con frequenze elevate nei target più vulnerabili della popolazione, i minori, i giovani le donne, gli anziani. 8 milioni di consumatori a rischio

C’è una preoccupazione crescente per il consumo di alcol in Italia. Nel 2022, circa 8 milioni di italiani di età superiore a 11 anni (pari al 21,2% degli uomini e al 9,1% delle donne) hanno bevuto una quantità di alcol tale da mettere la propria salute a rischio.

3 milioni e 700 mila persone hanno bevuto per ubriacarsi e 770.000 sono stati i consumatori dannosi, coloro cioè che hanno consumato alcol provocando un danno alla loro salute con Disturbi da Uso di Alcol (DUA). Solo l’8,2% è stato intercettato clinicamente, per un totale di 62.886 alcoldipendenti in carico ai servizi del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), con costante e preoccupante diminuzione rispetto ai consumatori dannosi attesi.

Sono i dati dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ONA-ISS, che ha rielaborato attraverso il SISMA (Sistema di Monitoraggio Alcol), i dati della Multiscopo ISTAT, in occasione dell’Alcohol Prevention Day (APD).

Alcol e aumento del rischio

I consumatori a rischio sono aumentati e preoccupano soprattutto i giovani (circa 1.310.000 tra gli 11 e 24 anni, di cui 650.000 minorenni) e le donne (circa 2,5 milioni, con il 15,5% di consumatrici a rischio tra le minorenni 11-17enni). Ad oggi rimane infatti distante il raggiungimento degli Obiettivi di Salute Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“I consumi di alcol in Italia evidenziano una situazione consolidata e preoccupante di aumento del rischio che dilaga nelle fasce più vulnerabili della popolazione: minori, adolescenti, donne e anziani” afferma Emanuele Scafato, Direttore dell’ONA-ISS.

Spiccano anche i 3,7 milioni di binge drinker, soprattutto maschi di tutte le età (104.000 sono minori). Anche qui si registra una diminuzione in direzione dei livelli del 2020, ma non per le donne che sono stabili, senza alcun accenno dunque al calo dei consumi tesi all’intossicazione.

In occasione della Giornata della prevenzione alcolica, la Società Italiana di Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva (SIGE) si unisce alle iniziative globali per aumentare la consapevolezza sui rischi legati al consumo di alcol, compreso il vino, specialmente fra i giovani. L’obiettivo è evidenziare le conseguenze, anche di un consumo moderato, sulla salute del fegato e quindi sullo sviluppo di epatopatie, sia acute che croniche.

In Italia, il consumo di vino è spesso visto come parte integrante dello stile di vita, ma è essenziale riconoscere che nessun livello di consumo alcolico può essere considerato completamente sicuro per la salute. Anche piccole quantità di alcol possono avere effetti deleteri a lungo termine, soprattutto se il consumo inizia in giovane età.


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