Carrello della spesa al 12,6%, i Consumatori: rallenta l’inflazione ma rimane la stangata (Foto Gustavo Fring per Pexels)

Bene il calo dell’inflazione, che a marzo è in frenata rispetto al mese precedente e si porta al 7,6%. Ma il dato che più colpisce le associazioni dei consumatori è quello sul carrello della spesa, che diminuisce di pochissimo. I prezzi per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono ancora a più 12,6% nel confronto annuale. Ed è per questo che le associazioni dei consumatori ribadiscono ancora le ripercussioni, che in media superano i 1000 euro a famiglia solo per far fronte ai prezzi di cibo e bevande.

 

Inflazione, a marzo scende al 7,6% ma il carrello della spesa è al 12,6% (Foto di ErikaWittlieb da Pixabay)

 

Codacons: “illusione ottica” la frenata dell’inflazione

La frenata dell’inflazione registrata a marzo, dice oggi il Codacons, è “una illusione ottica dovuta al ribasso delle bollette di luce e gas, mentre i beni più acquistati dalle famiglie, dagli alimentari al carrello della spesa, continuano a crescere a ritmi vertiginosi”.

“Il ribasso dell’inflazione – spiega l’associazione – è dovuto ancora una volta unicamente alla discesa delle tariffe di luce e gas sul mercato tutelato e su quello libero, ma per tutti gli altri prodotti siamo ancora in presenza di una emergenza prezzi, con il carrello della spesa che sale del 12,6% su anno. L’inflazione al 7,6% equivale ad una maggiore spesa pari a +2.223 euro annui per la famiglia “tipo” che sale a +2.879 euro per un nucleo con due figli”.

UNC: rimane la stangata sul carrello della spesa

Rimane infatti la stangata da 1000 euro sul carrello della spesa, evidenzia l’Unione Nazionale Consumatori, nonostante il calo dell’inflazione annua che si porta al 7,6%,

«Rallenta l’inflazione, ma per il carrello della spesa resta una stangata. Il calo da 12,7% a 12,6% è impercettibile», evidenzia il presidente dell’associazione Massimiliano Dona.

L’UNC calcola che le ripercussioni del carrello della spesa a questo livelli siano di 963 euro per una coppia con 1 figlio, 1062 euro per una con 2, 1259 per una con 3 o più figli.

«Urge che i prezzi dei prodotti alimentari si abbassino e tornino ad essere normali e sostenibili per le famiglie – dice Dona – Il costo della vita, anche se ad un ritmo inferiore, continua a salire sempre più. Se per una coppia con due figli, l’inflazione al 7,6% significa una stangata complessiva pari a 2292 euro su base annua, di questi ben 1015 servono solo per far fronte ai rialzi del 13,2% di cibo e bevande. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva totale è pari a 2102 euro, ben 916 solo per mangiare e bere. In media per una famiglia la mazzata è di 1755 euro, 744 per prodotti alimentari e bevande analcoliche. Il primato spetta sempre alle famiglie numerose con più di 3 figli con una batosta pari a 2588 euro, 1212 solo per nutrirsi e dissetarsi».

Federconsumatori: gli aumenti pesano di più sulle famiglie meno abbienti

Federconsumatori sottolinea che l’impatto più pesante dell’inflazione è sempre sulle famiglie con minore capacità di spesa. Seppur segni una crescita più contenuta, il tasso di inflazione ha ricadute che l’Osservatorio dell’associazione stima in poco meno di 2300 euro annui a famiglia.

“Non bisogna sottovalutare, inoltre, che tali aumenti pesano in misura maggiore per le famiglie meno abbienti: la stessa Istat rileva come l’impatto dell’inflazione sia maggiore per queste ultime e si attesti al +12,5%, rispetto al +8,2% per le famiglie con capacità di spesa più elevata – osserva Federconsumatori – Questo non fa altro che aumentare le disuguaglianze, le ingiustizie e le difficoltà nel nostro Paese”.

L’associazione ricorda ancora le rinunce attuate dalle famiglie e le nuove abitudini di consumo, spesso obbligate proprio dai rincari, Fra queste, la riduzione nel consumo di carne e pesce, la ricerca assidua di offerte, sconti, acquisti di prodotti prossimi alla scadenza (abitudine adottata dal 48% dei cittadini), nonché l’aumento degli acquisti nei discount (+11,6%).


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