“Cosa c'è in tavola?”: l'EUIPO denuncia la contraffazione alimentare nell'Ue

“Cosa c'è in tavola?”: l'EUIPO denuncia la contraffazione alimentare nell'Ue (foto: EUIPO)

“Cosa c’è in tavola?”: l’EUIPO denuncia la contraffazione alimentare nell’Ue

In occasione della Giornata mondiale contro la contraffazione, l’EUIPO lancia la sua campagna contro la contraffazione alimentare: i prodotti alimentari – in particolare biscotti, pasta, patatine e dolciumi – sono stati la seconda categoria di prodotti più sequestrata alle frontiere esterne dell’UE nel 2020

Cosa c’è in tavola?: questo il tema che l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) pone al centro della sua campagna per la Giornata mondiale contro la contraffazione, che denuncia la preoccupante minaccia rappresentata dalla contraffazione alimentare in tutta l’UE.

Secondo recenti relazioni, infatti, questo fenomeno continua a rappresentare un rischio significativo per la salute dei consumatori, danneggiando al contempo le economie europee e il patrimonio culinario dell’Unione. Da qui parte l’iniziativa dell’EUIPO.

La contraffazione alimentare in Europa

I prodotti contraffatti sono spesso associati ai beni di lusso o al settore dell’abbigliamento e della moda. Tuttavia, secondo la valutazione 2022 della minaccia rappresentata dai reati contro la proprietà intellettuale, i prodotti alimentari – in particolare biscotti, pasta, patatine e dolciumi – sono stati la seconda categoria di prodotti più sequestrata alle frontiere esterne dell’UE nel 2020.

La relazione 2025 dell’Europol sulla valutazione della minaccia della criminalità grave e organizzata (SOCTA) – spiega ancora l’EUIPO – sottolinea che la crescita del commercio elettronico ha offerto ai contraffattori nuove possibilità di distribuire prodotti alimentari fraudolenti, rendendo sempre più difficile per i consumatori identificare i prodotti autentici. I criminali manipolano le etichette e gli imballaggi degli alimenti e modificano anche i processi di produzione, prendendo di mira prodotti di alto valore.

Anche le operazioni di contrasto sul campo hanno messo in luce la portata del problema. L’operazione congiunta Europol-Interpol OPSON, condotta ogni anno, ha portato al sequestro di prodotti alimentari contraffatti e di qualità inferiore a quella dichiarata per un valore di 91 milioni di euro nel 2024.

“I prodotti alimentari e le bevande contraffatti – ha dichiarato il direttore esecutivo dell’EUIPO, João Negrão – rappresentano una grave minaccia per la salute pubblica. – La nostra campagna mira a fornire ai consumatori le conoscenze necessarie per proteggersi, sostenendo al contempo le imprese legittime che rispettano gli standard di qualità dell’UE. Si tratta di una battaglia che dobbiamo combattere insieme: autorità, produttori e consumatori”.

 

 

I rischi per la salute

I rischi per la salute rimangono una preoccupazione primaria, avverte l’EUIPO, che riporta quanto emerso dalla relazione SOCTA 2021, secondo cui alcuni prodotti alimentari fraudolenti contengono sostanze pericolose quali metanolo, mercurio, fipronil e vari insetticidi o pesticidi.

La contraffazione delle bevande, in particolare delle bevande alcoliche, rimane un problema significativo, con gruppi criminali organizzati che utilizzano metodi sofisticati per ingannare i consumatori. I contraffattori riutilizzano spesso bottiglie originali o stampano etichette false da apporre sulle bottiglie vuote, rendendo più difficile per i consumatori e le autorità distinguere i prodotti legittimi da quelli fraudolenti.

Anche l’impatto economico è notevole. Secondo i dati dell’EUIPO, il settore dei vini e delle bevande alcoliche è stato uno dei più colpiti dalla contraffazione nel periodo 2013-2017. In totale, 2 289 milioni di euro sono andati persi in vendite e quasi 5 700 posti di lavoro sono stati distrutti ogni anno nell’UE a causa della contraffazione. Anche la perdita di gettito fiscale derivante da questi prodotti è stata significativa, pari a 2 068 milioni di euro. La Cina e la Turchia sono stati tra i paesi di origine più segnalati per le bevande e gli alimenti contraffatti sequestrati alle frontiere esterne dell’UE nel 2019 e nel 2020.

In questo contesto, le indicazioni geografiche rappresentano un marchio di autenticità. Dai vini ai prodotti alimentari tradizionali, le indicazioni geografiche (IG) consentono ai consumatori di riconoscere e distinguere i prodotti di qualità, aiutando al contempo i produttori a commercializzare meglio i loro prodotti. Queste denominazioni proteggono i nomi dei prodotti originari di regioni specifiche e che possiedono qualità o caratteristiche essenzialmente dovute all’ambiente geografico. In particolare, il sistema delle IG dell’UE comprende le denominazioni di origine protetta (DOP), le indicazioni geografiche protette (IGP) e le specialità tradizionali garantite (STG). Attualmente, l’Unione europea conta oltre 3.600 prodotti registrati come indicazioni geografiche.

Contraffazione alimentare, come tutelarsi

La campagna dell’EUIPO «Cosa c’è in tavola?» fornisce consigli pratici ai consumatori su come proteggersi dai prodotti contraffatti: acquistare da rivenditori e canali di distribuzione ufficiali, nonché dai siti web ufficiali dei marchi, per evitare prodotti contraffatti; verificare l’etichettatura del prodotto e la sua origine e controllare la presenza dei loghi di certificazione può aiutare a confermare la legittimità del prodotto. In particolare, i consumatori dovrebbero cercare le etichette ufficiali dell’indicazione geografica dell’UE (IG), come DOP, IGP e STG, per garantire l’autenticità dei prodotti che acquistano.

Inoltre è importante esaminare attentamente la confezione e il prodotto stesso, poiché i prodotti contraffatti presentano spesso difetti di finitura o errori ortografici. L’utilizzo di strumenti di autenticazione, come codici QR e ologrammi, può ulteriormente aiutare a verificare l’autenticità di un prodotto. L’EUIPO ha pubblicato, inoltre, una guida alle tecnologie anticontraffazione e antipirateria che include oltre 40 tecnologie che possono aiutare gli imprenditori a proteggere i propri marchi.

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