Dazi sui pacchi sotto i 150 euro, Codici: misura protezionistica che danneggia i consumatori (Foto Negative Space per Pexels)

La tassazione sui pacchi provenienti dai mercati extra europei fa discutere e non piace ai consumatori, che parlano di una misura protezionistica. Codacons calcola in oltre 9 miliardi di euro la maggiore spesa cui andranno incontro i consumatori europei nell’ipotesi di una tassa da 2 euro sui pacchi sotto i 150 euro di valore. Oggi Codici ha annunciato un reclamo formale alla Commissione europea in cui chiede il riesame della misura sotto il profilo del rispetto dei principi del TFUE (proporzionalità, tutela del consumatore, libera circolazione delle merci); la pubblicazione e verifica delle valutazioni d’impatto preparatorie; la sospensione o revisione del provvedimento qualora si confermi la sua natura distorsiva e regressiva.

Piccoli pacchi low cost, abolite le deroghe sui dazi

Cosa è successo? Ieri l’Ecofin ha approvato la modifica del regolamento doganale, dando dunque il via libera a una tassa sulle consegne che hanno un valore fino a 150 euro, finora esenti da imposte doganali. L’Italia aveva proposto e sostenuto la misura in chiave anticoncorrenziale contro i mercati asiatici, quelli da cui provengono gran parte delle merci vendute da grandi marketplace online come Temu e Shein.

“Siamo soddisfatti per l’accordo su questa misura”, ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sottolineando come il fenomeno dei piccoli pacchi extra Ue si sia intensificato negli ultimi anni. Questo ha visto “il nostro mercato invaso da spedizioni online da parte di piattaforme non europee – ha aggiunto Giorgetti – Un fenomeno che sta distruggendo il commercio al dettaglio. Una misura positiva che l’Italia ha sempre appoggiato, una delle prime in linea con la discussione sulla concorrenza sleale che si è fatta ieri in Eurogruppo”.

I paesi che vorranno farlo potranno poi anticipare la norma già dal 2026. Secondo la Commissione europea, l’anno scorso circa 4,6 miliardi di spedizioni di basso valore, vale a dire merci con un valore non superiore a 150 euro, sono entrate nel mercato dell’UE per un totale di 12 milioni di pacchi al giorno. È il doppio rispetto al 2023 (2,4 miliardi) e il triplo rispetto al 2022 (1,4 miliardi).

Aggravio economico per i cittadini, rallentamento di competitività

L’eliminazione dell’esenzione dai dazi per gli acquisti online low cost provenienti da paesi extra Ue vede la contrarietà di Codici. “Una scelta che, pur presentata come intervento contro la concorrenza sleale, si tradurrà, nei fatti, in un aggravio economico per milioni di cittadini e in un rallentamento della competitività europea”, afferma l’associazione.

L’imposizione di dazi sui pacchi “comporterà un aumento immediato dei prezzi, riducendo ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie – spiega Codici – A ciò si aggiungeranno probabili ritardi nelle consegne dovuti a maggiore congestione doganale e possibili commissioni aggiuntive applicate dagli operatori logistici. Il consumatore europeo rischia così una doppia penalizzazione: pagare di più e ricevere un servizio peggiore”.

L’impostazione tariffaria che si va realizzando rappresenta dunque, per l’associazione, “una forma di protezionismo inefficace, che rischia di indebolire la concorrenza invece di rafforzarla”. La riduzione della pressione competitiva potrebbe ridurre gli incentivi a migliorare i prodotti e contenere i costi da parte dei produttori europei, mentre l’aumento dei prezzi dei componenti tecnologici che vengono dall’estero “penalizzerà startup, PMI, ricercatori e imprese che utilizzano prodotti low-cost per sperimentazione, prototipazione e sviluppo”, spiega ancora Codici.

“La tutela del commercio locale non può tradursi in una compressione dei diritti dei consumatori, né in barriere tariffarie che riducono la libertà di scelta – afferma l’associazione – È necessario intervenire con controlli mirati, regolazione intelligente e politiche industriali moderne, non con strumenti che ricordano modelli protezionistici già dimostratisi controproducenti”.

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