Europa, Consiglio approva dazi di 3 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro (Foto Pixabay)
Europa, Consiglio approva dazi di 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro
In Europa raggiunto l’accordo sull’imposizione di dazi doganali di 3 euro sui piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro a partire dal 1° luglio 2026. Mentre in Italia un emendamento alla manovra propone una tassa di 2 euro
L’Europa ha raggiunto l’accordo sull’imposizione di dazi doganali di 3 euro sui piccoli pacchi a partire da luglio 2026. Il Consiglio ha infatti concordato oggi di applicare un dazio doganale fisso di 3 euro sui piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro che entrano nell’UE, soprattutto via ecommerce, a partire dal 1° luglio 2026.
“Questa misura temporanea – spiega una nota del Consiglio – risponde al fatto che tali pacchi attualmente entrano nell’UE in esenzione doganale, con conseguente concorrenza sleale per i venditori dell’UE, rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori, elevati livelli di frode e preoccupazioni ambientali”.
A novembre i ministri dell’Economia dell’Unione Europea, riuniti all’Ecofin, avevano approvato la misura che abolisce le deroghe sui dazi per i pacchi acquistati da piattaforme extra-Ue sotto i 150 euro di valore. L’abolizione delle deroghe sui pacchi extra-Ue di piccolo importo dovrebbe fra l’altro contrastare la diffusione della moda ultra fast e contrastare l’arrivo di prodotti a bassissimo costo. Secondo la Commissione europea, l’anno scorso circa 4,6 miliardi di spedizioni di basso valore, vale a dire merci con un valore non superiore a 150 euro, sono entrate nel mercato dell’UE per un totale di 12 milioni di pacchi al giorno. È il doppio rispetto al 2023 (2,4 miliardi) e il triplo rispetto al 2022 (1,4 miliardi).
UNC: decisione contro i consumatori
Immediata la bocciatura dell’Unione Nazionale Consumatori.
«Di male in peggio! Dai 2 euro ipotizzati si è passati a 3 euro, con un rialzo del 50% – commenta il presidente dell’associazione Massimiliano Dona – Una decisione contro i consumatori che determinerà un rincaro dei pacchi come minimo del 2% per quelli che costano 150 euro, ma che inciderà in misura sempre maggiore più il prezzo del pacco sarà basso. In pratica, se si acquista un prodotto che vale 3 euro il prezzo raddoppierà».
Per Dona si tratta di «una decisione ancor più vergognosa dato che viene spacciata come presa per la salute e la sicurezza dei consumatori. Se fosse così sarebbe gravissimo, dato che un pacco che mette a rischio la salute del consumatore non dovrebbe proprio varcare le nostre frontiere e le piattaforme che li vendono dovrebbero essere perseguite e sanzionate, se non chiuse. Così diventa un paradosso: se paghi 3 euro allora puoi mettere a rischio la tua salute!».
Tassa di 2 euro sui pacchi, l’emendamento
In Italia si parla poi di piccoli pacchi anche per un altro provvedimento. Un emendamento alla legge di Bilancio prevede infatti l’introduzione di una tassa di due euro su qualsiasi pacco di valore inferiore a 150 euro che arriva in Italia da paesi extra Ue.
La tassa, secondo fonti stampa, potrebbe però cambiare in corso d’opera, con modifiche che la estenderebbero anche “a tutti i pacchi che arrivano in Italia o partono dall’Italia, e non solo a quelli da Paesi extra-Ue. Il motivo è che colpire solo i Paesi non europei sarebbe come imporre un dazio, cosa che i singoli Stati non possono fare, perché è un potere dell’Ue”. (Fonte: Fanpage).
La misura di cui si parla potrebbe dunque coinvolgere tutte le spedizioni di pacchi di valore inferiore ai 150 euro. Andrebbe a colpire soprattutto l’ecommerce e i piccoli acquisti online, i più diffusi, e si aggiungerebbe quindi all’iniziativa europea che toglie l’esenzione dai dazi ai piccoli pacchi.
Codacons: stangata da 13,8 miliardi
L’obiezione è che qualunque tassa sui pacchi finirebbe per scaricarsi sui consumatori, che spesso acquistano prodotti online proprio alla ricerca di prezzi bassi.
“La tassa Ue sui pacchi determinerà una stangata da 13,8 miliardi di euro all’anno sulle tasche dei consumatori europei”, afferma il Codacons dopo l’approvazione da parte del Consiglio Ue della misura che abolisce le deroghe sui dazi per i pacchi extra-Ue sotto i 150 euro di valore.
Questo appunto per la misura europea, che poi “sembra creare – prosegue il Codacons – un corto circuito con quanto previsto da una proposta alla manovra di bilancio del nostro governo, e che prevede già una tassa da 2 euro per tutte le micro-spedizioni sotto i 150 euro da applicarsi non solo ai pacchi extra-Ue diretti in Italia, ma anche a quelli che partono dall’Unione Europea e dallo stesso territorio italiano. A pagare le spese di tali balzelli saranno ancora una volta i consumatori, ingiustamente penalizzati quando decidono di fare acquisti di piccolo valore sul web”.

