Fiducia dei consumatori in aumento. Associazioni: "effetto bollette" migliora le aspettative

Fiducia dei consumatori in aumento. Associazioni: "effetto bollette" migliora le aspettative (foto Pixabay)

Fiducia dei consumatori in aumento. Associazioni: “effetto bollette” migliora le aspettative

Secondo le stime Istat, a febbraio aumenta la fiducia dei consumatori. Secondo Codacons e UNC si tratta di una conseguenza dell’attenuazione del caro-bollette e della frenata dell’inflazione. Federconsumatori: nel Paese aumentano le disuguaglianze

A febbraio 2023 risulta in aumento l’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 100,9 a 104,0) secondo le stime diffuse oggi dall’Istat. Rimane stabile la fiducia delle imprese.

“Il clima di fiducia dei consumatori torna ad aumentare dopo la diminuzione registrata a gennaio – spiega l’Istat. – Il miglioramento dell’indice è dovuto ad un’evoluzione positiva delle opinioni sulla situazione economica generale, ad un aumento delle aspettative sulla situazione economica familiare e a valutazioni in miglioramento sia sull’opportunità di effettuare acquisti nella fase attuale sia sulla possibilità di risparmiare in futuro“.

Secondo Codacons e Unione Nazionale Consumatori è l'”effetto bollette“, in particolare, a determinare l’aumento della fiducia dei consumatori. Secondo Federconsumatori è bene non abbassare la guardia verso le difficoltà delle famiglie.

Fiducia dei consumatori in aumento, il parere dei Consumatori

In particolare, per il Codacons la ripresa della fiducia dei consumatori registrata a febbraio “è da attribuire all’attenuazione del fenomeno caro-bollette e alla frenata dell’inflazione, elementi che – spiega –  impattano sulle aspettative future delle famiglie”.

“L’aumento della fiducia dei consumatori è un segnale positivo per la nostra economia perché un maggiore ottimismo si ripercuote sulla propensione alla spesa delle famiglie – spiega il presidente Carlo Rienzi – Le notizie che arrivano dai mercati internazionali dell’energia, dove il gas viaggia oramai da giorni sotto i 51 euro al megawattora, le ultime riduzioni delle bollette disposte da Arera e la frenata del tasso di inflazione sono elementi che incidono sulla fiducia delle famiglie. Il Governo deve ora lavorare per mantenere questo clima positivo e adottare tutte le misure necessarie per calmierare i prezzi al dettaglio e accelerare il ritorno alla normalità delle tariffe di luce e gas”.

Analogo il parere di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, secondo cui “Il forte calo del prezzo del gas annunciato da Arera all’inizio di febbraio, -34,2%, ha ridato fiducia alle famiglie. Non per niente a migliorare sono sia le attese che i giudizi sulla situazione economica dell’Italia, rispettivamente da -28,9 a -19,8 e da -113,1 a -93,9, come pure le attese sulla situazione economica della famiglia, da -19,8 a -15,1″.

 

fiducia dei consumatori
Foto Pixabay

 

“Ora, però, il Governo deve prolungare l’annullamento degli oneri di sistema e la riduzione dell’Iva sul gas al 5% anche per il secondo trimestre 2023, visto che con la Legge di Bilancio si è intervenuti solo fino a fine marzo – prosegue Dona. – Sarebbe un errore fatale non farlo – conclude. – Se, infatti, le famiglie si aspettano un miglioramento, non lo hanno ancora avuto e ne sono consapevoli. Non per niente il giudizio sulla situazione economica della famiglia è peggiorato, passando da -44,9 a -46,9. Insomma, se le aspettative non si tradurranno subito in realtà anche nei prossimi mesi, la fiducia tornerà a crollare“.

Federconsumatori: nel Paese continuano a crescere le disuguaglianze

Secondo Federconsunatori, invece, i dati Istat non devono trarre in inganno: “La situazione di parziale miglioramento, dovuta principalmente all’attenuazione dei rincari sul fronte energetico, non deve e non può far abbassare la guardia verso le difficoltà delle famiglie, specialmente quelle meno abbienti”.

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori rileva ancora grandi difficoltà da parte delle famiglie, che in molti casi (oltre ¼) non riescono o temono di non riuscire più a breve a far fronte ai consumi fondamentali. Crescono di giorno in giorno le rinunce: prosegue la riduzione del consumo di carne e pesce, pari al -16,9% (settori in cui si nota anche uno spostamento verso il consumo di tagli e qualità meno costosi e meno pregiati); la riduzione del consumo di frutta e verdura (che riguarda il 12,9% dei cittadini); oltre che la ricerca sempre più assidua di offerte, sconti, acquisti di prodotti prossimi alla scadenza (abitudine adottata dal 47% dei cittadini), acquisti presso discount. A tali dati si aggiunge la progressiva rinuncia all’utilizzo dei mezzi propri, per ricorrere all’utilizzo di mezzi pubblici +8,9% (fattore che determina ricadute negative un servizio, in molte realtà, è ancora estremamente carente).

“Alla luce di questa situazione – afferma l’associazione – è necessario che il Governo avvii politiche di sostegno ai redditi e al potere di acquisto delle famiglie, soprattutto quelle con minore capacità di spesa, senza tralasciare l’azione di contrasto al caro-energia: attraverso la sospensione dei distacchi per morosità, la previsione di una garanzia per la rateizzazione lunga delle bollette, la costituzione di un Fondo contro la povertà energetica e il contenimento del costo dei carburanti, che incidono fortemente sulla determinazione dei prezzi di beni e servizi. Le risorse per tali operazioni dovranno essere ricavate dal potenziamento della lotta ai fenomeni speculativi, all’evasione e all’elusione fiscale, prevedendo anche un aumento della tassazione su extraprofitti (non solo in campo energetico) e rendite finanziarie”.


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