La produzione industriale in aumento nel mese di aprile dello 0,5% rispetto a marzo e dell’1,85 rispetto allo stesso periodo del 2015. I dati grezzi rilevati da Istat mostrano invece, nell’anno, un calo dello 0,3% dovuto a una differenza nei giorni lavorati. Nella media dei primi quattro mesi la produzione è aumentata dell’1,6% rispetto allo stesso periodo 2015.
Sul mese crescono beni intermedi (+2,2%) e beni di consumo (+1,1%), diminuiscono energia (-1,5%) e beni strumentali (-0,1%).
Torna a crescere anche la produzione di autoveicoli, che a marzo aveva registrato un calo. L’Istat rileva per questo settore un aumento dell’8,8% nell’anno (dati corretti per gli effetti di calendario) e un balzo dell’11,1% nei primi quattro mesi dell’anno. Nell’insieme, i mezzi di trasporto evidenziano un incremento del 4,6% ad aprile e del 6,1% nella prima parte del 2016.
Soddisfatte ma non troppo, le associazioni dei consumatori: Unione Nazionale Consumatori frena gli entusiasmi sottolineando che “La produzione sale, ma il dato positivo è attenuato dall’andamento negativo dei beni di consumo durevoli, che proseguono nella loro discesa”. Considerando i dati grezzi, inoltre, scendono anche i beni di consumo non durevoli, registrando una diminuzione tendenziale dell’1,4%. “Se poi confrontiamo i dati dal 2008 ad oggi, i beni di consumo durevoli registrano un crollo record del 35,7%”, sottolinea Massimiliano Dona di UNC. Secondo lo studio dell’associazione, infatti, da aprile 2008 ad aprile 2016 il calo della produzione industriale (dati grezzi) è stato del 26,2%. Il record negativo spetta ai beni di consumo durevoli, la cui produzione precipita del 35,7%. Meglio va ai beni di consumo non durevoli che, nello stesso periodo di riferimento, scendono del 15,5%. I beni di consumo, nel loro complesso, scendono del 19,8%,anche se dal 2014 invertono la tendenza e cominciano una lenta e faticosa risalita, tanto che dal 2014 al 2016 si registra un +2,5%. Risalita interrotta, però, con il dato di oggi (-1,6% da aprile 2015 ad aprile 2016), che per questo assume un connotato particolarmente negativo.
Federconsumatori e Adusbef sottolineano da un lato l’importanza del dato relativo alla crescita della produzione industriale per la ripresa del Paese, dall’altro ribadiscono che per far sì che l’input diventi solido occorre un’azione determinata del Governo. “È fondamentale che il Governo capisca che è ora di cambiare. È ora di mettere in atto ogni sforzo per fare in modo che questi timidi ed incerti segnali si consolidino, gettando i presupposti per la crescita che tanti invocano, ma che ancora non si vede.”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.


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