Contratti assicurativi

Quanto è facile capire davvero cosa si sta firmando quando si sottoscrive un’assicurazione? Per molti cittadini, la risposta è: non molto. Proprio per cambiare questa situazione, l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) ha promosso una ricerca per misurare la chiarezza dei contratti assicurativi, in particolare quelli legati alle polizze infortuni.

Nel 2022 era stato pubblicato il primo studio. A inizio 2025 è arrivato il follow-up, curato da LPC Research, che fotografa i progressi fatti dalle compagnie nel rendere i loro testi più leggibili e trasparenti.

Cosa è migliorato

Nella contrattualistica assicurativa, tende a prevalere un linguaggio giuridico-legale e tecnico. Questa terminologia se da una parte risponde alle esigenze di certezza di chi scrive quei contratti, dall’altro non è compresa appieno da chi sottoscrive una polizza, dal consumatore.

A questo si aggiunge una formulazione lessicale complessa, frasi spesso lunghe e articolate che non aiutano a comprendere in modo chiaro la clausola che si sta leggendo e le condizioni del contratto che si sta sottoscrivendo.

La maggior parte delle compagnie ha recepito le indicazioni Ivass, intervenendo su struttura, linguaggio e grafica. In pratica, molti contratti ora sono più facili da leggere: periodi più brevi, meno frasi complicate, più attenzione all’uso di parole semplici e comprensibili.

Secondo l’indice Gulpease, che misura la leggibilità dei testi, il punteggio medio dei contratti è passato da 44 a oltre 47 (su una scala da 0 a 100). Un piccolo ma significativo passo avanti: oggi, più persone riescono a orientarsi tra clausole, garanzie ed esclusioni.

Anche la presentazione grafica è migliorata: via libera a elenchi puntati, box colorati, icone e sezioni più ordinate. Alcune compagnie iniziano persino a evidenziare subito i vantaggi delle coperture, un cambio di approccio non scontato.

Cosa resta da migliorare

Tuttavia, non tutte le compagnie si sono mosse allo stesso modo. Un quarto del campione analizzato ha mostrato pochi o nessun cambiamento. E anche nei contratti rivisti, spesso restano zone d’ombra: linguaggio ancora troppo tecnico, esclusioni poco chiare, uso di formule giuridiche inutilmente complesse.

In alcuni casi, le modifiche sembrano puntare più a migliorare gli “indici di leggibilità” che la vera comprensione da parte dell’assicurato. E questo, per i consumatori, può fare una grande differenza.

Più trasparenza, più fiducia

Firmare un contratto chiaro significa sapere esattamente cosa è coperto e cosa no, cosa si può fare in caso di problemi, quali sono i propri diritti e doveri. E significa anche evitare brutte sorprese nei momenti in cui un’assicurazione dovrebbe proteggerci.

La ricerca Ivass è un passo importante verso una cultura assicurativa più trasparente e vicina alle persone. Ma per arrivare a contratti davvero accessibili a tutti, serve uno sforzo continuo. Perché la chiarezza non è un lusso, è un diritto.

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