Richiamo

Richiamo

Gli avvisi di richiamo di prodotti alimentari da parte degli operatori sono all’ordine del giorno sulle pagine di giornali o sui siti web di informazione o dedicati. Così come non mancano i cartelli affissi nei punti vendita per avvisare del richiamo di un alimento per problemi legati alla salute del cittadino. Spesso si fa confusione tra ritiro e richiamo di prodotti alimentari. Scopriamo la differenza.


La procedura di ritiro consiste nel rimuovere dal mercato un determinato alimento, mangime o materiale destinato al contatto con alimenti, avvisando gli altri operatori della catena agroalimentare della non conformità e della necessità di attivarsi per impedirne l’ulteriore distribuzione. Si attua quando un operatore del settore alimentare ha motivo di ritenere che un alimento da lui importato, prodotto, trasformato, lavorato o distribuito non sia conforme ai requisiti di sicurezza, e l’alimento non si trova più sotto il controllo immediato di tale operatore.

La procedura di richiamo si attua se il prodotto può essere arrivato al consumatore e si presuma un pericolo grave. In questo caso l’operatore informa i consumatori in maniera efficace e accurata del motivo del ritiro e, se necessario, richiama i prodotti già forniti al consumatore, quando altre misure non siano sufficienti a conseguire un livello elevato di tutela della salute. Il comunicato di richiamo viene pubblicato sulla pagina del portale del Ministero della Salute dedicata ai richiami al consumatore da parte degli operatori del settore. Il richiamo viene affisso, inoltre, presso i punti vendita con dei cartelli o può essere pubblicato sul sito dell’operatore in caso di vendita on line. A differenza della procedura di ritiro, nel richiamo il consumatore è coinvolto.

Quali informazioni deve contenere il richiamo?

-denominazione di vendita;
-marchio del prodotto;
– nome o ragione sociale dell’OSA a nome del quale il prodotto è commercializzato;
– lotto di produzione;
– marchio di identificazione dello stabilimento, ove applicabile;
– nome del produttore e sede dello stabilimento;
– data di scadenza o termine minimo di conservazione;
– descrizione peso/volume unità di vendita;
– motivo del richiamo: descrizione precisa del pericolo che ha determinato il richiamo del prodotto;
– le istruzioni al consumatore per la gestione del prodotto acquistato, nonché ulteriori eventuali avvertenze, incluse le modalità per contattare l’assistenza clienti (numero verde, indirizzo e-mail, ecc.)
– fotografia del prodotto, così come si presenta al consumatore all’atto dell’acquisto.

Nella primavera del 2022 ha fatto molto discutere in Europa una serie di richiami da parte di Ferrero di alcuni prodotti Kinder provenienti dallo stabilimento di Arlon (Belgio) per contaminazione di Salmonella. Qui un esempio di richiamo pubblicato sul sito del Ministero della Salute e una nota dell’azienda per informare il consumatore.

Oltre ai richiami sono pubblicate on line anche le revoche dei richiami successivi a risultati di analisi favorevoli o per altri motivi.


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Scrive per noi

Silvia Biasotto
Silvia Biasotto
Sono quello che mangio. E sono anche quello che scrivo, parafrasando Ludwig Feuerbach. Nella mia vita privata e nella mia professione ho sempre amato conoscere, sperimentare e scrivere di cibo. La sicurezza e la qualità alimentare sono le principali tematiche di cui mi occupo ad Help Consumatori oltre che la tutela del cittadino in generale. Una passione che mi accompagna in questa redazione sin dal 2005 quando sono giunta sulla tastiera di HC a seguito del tirocinio del primo Master universitario in tutela dei consumatori presso l’Università Roma Tre. E ovviamente la mia tesi fu sulla Sicurezza dei prodotti!

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