Oggi la Giornata contro gli sprechi alimentari. “For the People, for the Planet” (Immagine tratta da fao.org)

Oggi ricorre la Giornata internazionale di sensibilizzazione sulle perdite e gli sprechi alimentari. 29 settembre, un appuntamento giunto ormai alla sesta edizione: il 19 dicembre 2019 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 74/209 che proclama una Giornata internazionale di sensibilizzazione sulle perdite e gli sprechi alimentari. L’obiettivo è quello di promuovere la consapevolezza e l’azione collettiva per ridurre le perdite e gli sprechi alimentari, elemento fondamentale per garantire un futuro alimentare sostenibile per tutti. For the People, For the Planet – per la popolazione e per il pianeta.

Perdite e sprechi alimentari nel mondo

I numeri sullo spreco di cibo a livello mondiale si rincorrono e parlano di un fenomeno dalle dimensioni enormi. Secondo i dati prodotti dalla organizzazioni internazionali (la Fao, l’Unep) si stima che nel 2021 il 13% del cibo, pari a 1,25 miliardi di tonnellate, sia andato perso a livello globale dopo il raccolto e prima di raggiungere gli scaffali dei negozi. E queste sono le perdite alimentari, cui vanno aggiunti i numeri dello spreco alimentare.

Secondo dati Unep (UN Environment Programme), nel 2022 il 19% del cibo, pari a 1,05 miliardi di tonnellate, è stato sprecato nelle famiglie, nella ristorazione e nella vendita al dettaglio. Le famiglie rappresentano il 60% dello spreco alimentare globale.

I numeri della fame e dell’insicurezza alimentare

Questi numeri si scontrano con la dimensione della fame e dell’insicurezza alimentare nel mondo.

Nel 2023 circa il 28,9% della popolazione mondiale – pari a 2 miliardi e 330 milioni di persone – soffriva di insicurezza alimentare moderata o grave; una persona su undici (783 milioni di persone) soffriva la fame; 150 milioni di bambini sotto i cinque anni presentavano ritardi nella crescita e nello sviluppo a causa di malnutrizione cronica o iponutrizione.

Lo spreco alimentare è dannoso anche per il Piante: perdite e sprechi alimentari generano dall’8 al 10% delle emissioni globali di gas serra (IPCC, 2019).

Dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030

È dunque tempo di agire, anche se gli obiettivi di sviluppo sostenibili sembrano difficili da raggiungere. La riduzione dello spreco alimentare è infatti sancita dagli obiettivi di sviluppo sostenibile, al target 12.3 che “entro il 2030” mira a “dimezzare lo spreco pro capite globale di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo lungo le filiere di produzione e fornitura, comprese le perdite post-raccolto”.

Si prevede che la popolazione mondiale, attualmente pari a 8,2 miliardi, raggiungerà quasi i 9,7 miliardi di persone entro il 2050 – afferma l’Unep – Garantire un mondo sicuro dal punto di vista alimentare , in cui le popolazioni attuali e future abbiano accesso a cibo nutriente in quantità sufficiente, richiede in modo cruciale nuovi metodi di lavoro e sforzi concertati per migliorare la sostenibilità e la resilienza dei sistemi agroalimentari a livello globale. Ridurre le perdite e gli sprechi alimentari contribuisce a proteggere le risorse naturali e la biodiversità, a ridurre l’inquinamento e le emissioni di gas serra (GHG) e a massimizzare l’uso del cibo prodotto. È quindi fondamentale per garantire sistemi agroalimentari efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili e per migliorare la sicurezza alimentare, la nutrizione e la salute”.

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