Elettricità, Arera: bolletta in calo del 7,6% per i clienti vulnerabili in maggior tutela (Foto Pixabay)
Elettricità, Arera: bolletta in calo del 7,6% per i clienti vulnerabili in maggior tutela
Aggiornamento Arera: nel quarto trimestre del 2025 la bolletta elettrica per il cliente tipo vulnerabile servito in maggior tutela diminuirà del 7,6%
Nel quarto trimestre del 2025 la bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in maggior tutela diminuirà del 7,6%. L’aggiornamento è stato diffuso venerdì 26 settembre da Arera, l’Autorità per energia, reti e ambiente, e riguarda esclusivamente i 3 milioni circa di clienti vulnerabili attualmente serviti in maggior tutela.
La spesa annuale vulnerabili in tutela
La diminuzione rispetto al trimestre precedente, spiega l’Autorità, è dovuta principalmente alla riduzione della spesa per la materia energia e della componente di dispacciamento, rispettivamente in calo del 5% e del 2,2%.
L’Arera ricorda poi che, in attuazione del ‘dl bollette’, coloro che hanno un ISEE fino a 25.000 si vedranno riconosciuto automaticamente il contributo straordinario di 200 euro, cumulabile con il bonus sociale percepito dalle famiglie con ISEE fino 9.530 euro o fino a 20 mila euro per le famiglie numerose. Per ricevere in automatico i bonus sociali e il contributo straordinario è necessario presentare entro il 31 dicembre 2025 la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e ottenere un’attestazione ISEE entro le soglie prevista dalla normativa.
La spesa annuale per l’utente tipo vulnerabile in regime di maggior tutela si attesterà dunque a 608,72 euro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025 , rispetto ai 498,10 euro registrati nel periodo 1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2024 (+22,2%). Dal 1° ottobre 2025, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 28,75 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.
Spesa in calo di 47 euro
Con le nuove tariffe dell’energia elettrica per il quarto trimestre, spiega il Codacons, la bolletta media della luce degli utenti vulnerabili, considerato un consumo pari a 2.000 kWh annui a famiglia e nell’ipotesi di prezzi costanti, si attesta a 575 euro, equivalente ad una minore spesa annua pari a -47 euro a nucleo rispetto alle tariffe del precedente trimestre.
Rispetto allo stesso periodo del 2024, calcola ancora il Codacons, i prezzi dell’energia elettrica nell’ultimo trimestre del 2025 risultano però più elevati dell’8,6%, pari ad una maggiore spesa da +46 euro a nucleo.
«Era dall’ottobre del 2017 che non si registrava un calo all’inizio della stagione termica – ha commentato Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Con l’accensione dei riscaldamenti, infatti, solitamente salgono i prezzi del gas e, di conseguenza, anche della luce, che ne segue l’andamento, dato che non si è fatto ancora nulla sul fronte del disaccoppiamento tra prezzo dell’elettricità e quello del gas».
L’UNC rimarca che, per il nuovo cliente tipo che consuma 2.000 kWh all’anno e ha una potenza impegnata pari a 3 kW, il -7,6% significa spendere 47 euro in meno su base annua (-47,40). La spesa totale nei prossimi dodici mesi (non secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° ottobre 2025 al 30 settembre 2026, nell’ipotesi di prezzi costanti) scende così, per i vulnerabili, a 575 euro, che sommati ai 1181 euro dell’utente tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, determinano comunque una stangata pari a 1756 euro.
Assoutenti: “Il vero pericolo riguarda il gas”
Assoutenti a sua volta ribadisce che la riduzione delle tariffe dell’elettricità nell’ultimo trimestre dell’anno “non basta a colmare il gap con il passato, al punto che nell’intero 2025 un cliente vulnerabile si è ritrovato a spendere per la luce il 22% rispetto al 2024”.
«La riduzione delle tariffe per i clienti più fragili è una notizia positiva, ma dobbiamo rimarcare come i prezzi della luce siano ancora troppo alti – ha detto il presidente Gabriele Melluso – Tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025 la bolletta media dell’elettricità per i vulnerabili si attesta infatti a 608,7 euro, contro una media di 498,1 euro del 2024, con un incremento di spesa di 110,6 euro a utenza, il +22,2%».
«Il vero pericolo, tuttavia, riguarda il gas: nelle prossime settimane e con la corsa agli accaparramenti da parte dei vari Paesi in vista dell’inverno, il rischio concreto è quello di una impennata delle quotazioni legata alla crescita della domanda, senza contare le possibili speculazioni già viste in passato – prosegue Melluso – Vanno poi considerati gli effetti dell’accordo sui dazi raggiunto tra Usa e Ue, che impone l’acquisto di 750 miliardi di dollari (quasi 690 miliardi di euro) di Gnl, petrolio e prodotti energetici americani entro il 2028. Rialzi che avrebbero effetti diretti in bolletta determinando una nuova stangata invernale sulle tasche di famiglie e imprese».

