Ondate di calore e grandinate, Legambiente: “Non è clima impazzito ma crisi climatica” (Foto di Hans da Pixabay)
Ondate di calore e grandinate, Legambiente: “Non è clima impazzito ma crisi climatica”
I danni da grandinate stanno aumentando. E ci sono le ondate di calore. Legambiente: “Il clima non è impazzito, è la crisi climatica che avanza”. Domani il nuovo report Spiagge 2023 con l’impatto degli eventi estremi sulle aree costiere
Ondate di calore e violente grandinate. Italia stretta in una morsa di alte temperature, umidità e trombe d’aria che fanno danni immensi. Nelle parole comuni, potrebbe sembrare che il clima sia impazzito – o che sia estate e dunque faccia “normalmente” caldo. Non è così che si interpreta quello che sta accadendo e Legambiente torna a ribadirlo: “Il clima non è impazzito. Quanto sta accadendo in Italia, colpita da caldo torrido, ondate di calore, grandinate e bombe d’acqua, ha un altro nome e si chiama crisi climatica”.
Sempre in tema di crisi climatica, domani Legambiente, in occasione del tavolo tecnico interministeriale sulle concessioni demaniali, diffonderà i nuovi dati del Report Spiagge 2023 con un focus interamente dedicato all’impatto degli eventi climatici estremi sulle aree costiere.
Crisi climatica e grandinate
L’associazione torna a denunciare l’impatto della crisi climatica sull’Italia a partire da un nuovo focus realizzato dal suo Osservatorio Città Clima con i dati sui danni da grandinate.
“Nei primi sei mesi del 2023, da inizio anno a giugno, nella Penisola sono stati 19 i danni dovuti da grandinate. Con questo ritmo si rischia a fine anno di superare i “bollettini” degli anni precedenti: 29 danni da grandinate nel 2022, 14 nel 2021, 9 nel 2020. Preoccupante anche il bilancio che va dal 2010 ad oggi (giugno 2023) e che conta ben 106 danni dovuti da grandinate. In questi anni le regioni più colpite sono state quelle del Nord e dell’area padana: Veneto (con 16 casi), Emilia-Romagna (13), Piemonte (12)”.
Tutto questo in un contesto in cui gli eventi estremi che abbattono sull’Italia segnano una tendenza in aumento fra siccità, alluvioni e ondate di calore. Sempre secondo Legambiente. nei primi sei mesi del 2023 in Italia sono stati 12 gli eventi siccitosi che hanno colpito laghi e fiumi e 28 le esondazioni censite da inizio anno.
“Non c’è più tempo da perdere”
«Le immagini delle grandinate e del violento nubifragio che hanno colpito diverse regioni del Nord Italia causando danni e feriti – ha detto Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – unite a quelle del caldo record che sta attraverso a più riprese la Penisola ci ricordano che non c’è più tempo da perdere. Non si tratta solo di maltempo ma sono gli effetti della crisi climatica a cui bisogna rispondere con interventi e politiche climatiche più lungimiranti, come ha ricordato anche la stessa IPCC. Il Governo Meloni esca dal suo silenzio e ci dica quanto intende approvare il Piano di adattamento al clima, al momento fermo dopo la fase di VAS, Valutazione ambientale strategica, e quanto intende definire i punti chiave necessari per elaborare i Piani urbani di adattamento al clima e vincolare le risorse finanziare necessarie».
Legambiente ricorda che una recente ricerca ( https://www.mdpi.com/2072-4292/14/17/4320/htm) di Cnr-Isac, pubblicata su Remote Sensing, ha accertato che per tutti gli eventi di grandine registrati nel Mediterraneo la tendenza è in crescita di circa il 30% nell’ultimo decennio. I fenomeni sono stati raggruppati in due categorie di severità: grandinate intense (caratterizzate da chicchi con diametro variabile da 2 a 10 cm) e grandinate estreme (associate alla formazione di aggregati ghiacciati con diametro superiore a 10 cm). Lo studio sottolinea il legame tra questi fenomeni estremi e il riscaldamento globale, in particolare quello del bacino Mediterraneo, incluse le acque del suo mare.

