Estate Tranquilla, i NAS hanno sequestrato oltre un milione di dispositivi anti Covid

Estate Tranquilla, i NAS hanno sequestrato oltre un milione di dispositivi anti Covid

L’allarme per il Coronavirus non è più soltanto una questione sanitaria ma sta mostrando evidenti ripercussioni in diversi ambiti, compresa la gestione della privacy.

In questi giorni, infatti, la parola d’ordine è precauzione in funzione del contenimento del contagio.

Privacy e Coronavirus, i doveri di lavoratori e datori di lavoro

Il Garante della Privacy afferma di aver ricevuto molte domande da parte di soggetti pubblici e privati in merito alla possibilità di raccogliere, all’atto della registrazione di visitatori e utenti, informazioni circa la presenza di sintomi da Coronavirus e notizie sugli ultimi spostamenti, come misura di prevenzione dal contagio.

Analogamente, datori di lavoro pubblici e privati hanno chiesto al Garante la possibilità di acquisire una “autodichiarazione” da parte dei dipendenti in ordine all’assenza di sintomi influenzali, e vicende relative alla sfera privata.

A questo proposito, il Garante ricorda l’accertamento e la raccolta di informazioni relative ai sintomi tipici del Coronavirus e alle informazioni sui recenti spostamenti di ogni individuo spettano agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile, che sono gli organi deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica recentemente adottate.

 

termometro febbre

 

Non è invece consentito ai datori di raccogliere informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti.

Resta fermo l’obbligo del lavoratore di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Permangono invece i compiti del datore di lavoro relativi alla necessità di comunicare agli organi preposti l’eventuale variazione del rischio “biologico” derivante dal Coronavirus per la salute sul posto di lavoro e la possibilità di sottoporre a una visita straordinaria i lavoratori più esposti.

Nel caso in cui, nel corso dell’attività lavorativa, il dipendente che svolge mansioni a contatto con il pubblico venga in relazione con un caso sospetto di Coronavirus, dovrà essere egli stesso, anche tramite il datore di lavoro, a comunicare la circostanza ai servizi sanitari competenti e ad attenersi alle indicazioni di prevenzione fornite dagli operatori sanitari interpellati.


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